Camerano – Salvatore D’Addario, incontro alla Memoria

Lunedì 18 settembre il maestro verrà ricordato da artisti, amici e istituzioni

Camerano – La mostra “L’evolversi del segno” del maestro D’Addario, allestita presso la chiesa di San Francesco, chiuderà i battenti domenica 24 settembre. Seicento i visitatori che allo stato attuale hanno avuto modo di apprezzare le opere pittoriche e scultoree del maestro, campano di nascita ma cameranese d’adozione.

Camerano – Alcune espressioni dell’artista Salvatore D’Addario che ci ha lasciati un anno fa

A un anno dalla sua prematura scomparsa, lunedì 18 settembre presso la sala comunale, ore 18.30, lo ricorderanno le istituzioni, varie personalità, amici e parenti che con lui hanno avuto modo di condividere esperienze, collaborazioni o un tratto della propria esistenza. Una celebrazione sia umana che artistica.

Il progetto della mostra “L’Evolversi del Segno”, curato da Olga Lidia Priel Herrera ed Andrea e Luigi D’Addario, ha preso il via lo scorso 10 agosto.

Dopo Camerano, si sposterà a Filottrano dal 10 al 15 Ottobre in occasione della Giornata di Arte Contemporanea Amaci e, successivamente, a Jesi nel marzo-aprile 2018, sempre con l’organizzazione dell’associazione culturale “Para un Principe Enano”.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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