Singoli Protagonisti

US Ancona: il terzino destro Francesco Mezzoni si presenta

Classe 2000 arriva in prestito dal Napoli che ripone molta fiducia in lui

Ancona, 3 agosto 2022 – Francesco Mezzoni, è il terzino destro dell’Ancona di quest’anno. Il difensore, che nasce a Roma il 27 maggio del 2000, è sbarcato sotto il Guasco con la formula del prestito. Il proprietario del suo cartellino è il Napoli, club che ripone molta fiducia su di lui. Adesso è un esterno basso, ma fino a poco tempo fa veniva impiegato nel tridente d’attacco.

Con i partenopei, per esempio, tra campionati, coppe nazionali e Youth League, ha messo assieme qualcosa come 76 presenze, condite da 4 gol e 11 assist. Un giocatore di fascia molto temuto, tra i migliori in circolazione nel suo ruolo. I punti di forza di Mezzoni sono potenza fisica, corsa e attacco dello spazio.

Da più di una settimana i dorici sudano a Cascia per mettere benzina sulle gambe: «Sta andando tutto bene – ha detto Mezzoni – siamo un gruppo formato da calciatori giovani e forti. Questa è la fase di conoscenza, necessaria per costruire un gruppo solido. Si suda, si fatica si lotta: anche durante le vacanze, nonostante siano state lunghe, mi sono allenato per farmi trovare pronto. Tutto sta andando per il verso giusto. Il nostro girone? Sarà bello e competitivo come sempre, le altre compagini si stanno rinforzando ma noi non dobbiamo guardare agli altri».

Mezzoni in biancorosso ha ritrovato Martina e Di Massimo. Con loro era stato a Pistoia. «Con il primo ho vissuto in casa tutto l’anno nell’esperienza toscana – ha proseguito – con “Dima” ci conosciamo da tempo. Felice di averli ritrovati».

Mezzoni ama la lettura e scoprire posti nuovi, un ragazzo con la testa sulle spalle e con degli obiettivi da raggiungere. Per rimanere nel mondo del calcio, quando un giorno appenderà le scarpette al chiodo, si è iscritto all’indirizzo universitario di Scienze Motorie Sportive. Poi certo, nei pensieri c’è anche quello di tornare al Napoli, dove il suo punto di riferimento è Di Lorenzo: «Questo è un sogno, ma chissà, magari un giorno…».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo