Cesena – Ancona Matelica 2:0

Un’Ancona sottotono punita da un cinico Cesena

Lega Pro Girone B - Ottava giornata andata

Cesena, 10 ottobre 2021 – Manuzzi Orogel Stadium, casa del Cesena, stracolmo di tifosi dorici per questa ottava giornata di serie C che vede scontrarsi la seconda e la terza in classifica. Circa 1.700 i supporter biancorossi saliti all’Orogel Stadium su circa 3.000 presenti, con i tifosi bianconeri che per scelta restano in parte fuori.

Pronti via e squillo dell’Ancona che parte fortissimo con Rolfini che al 1’ ci prova dalla distanza. Primi sette minuti con grande ritmo con le due squadre che provano a costruire senza buttar via palla. Rolfini cade a terra in area bianconera ma l’arbitro lo ammonisce per simulazione. Il Cesena prende le misure agli avversari ed è Bortolussi a provarci al nono minuto ma il tiro finisce alto.

I tifosi dorici a Cesena

Primi venti minuti di gioco molto intensi ma corretti. Partita nella partita quella che si consuma sugli spalti, con le due tifoserie che continuano a imbeccarsi con sfottò reciproci. Tanto che a un certo punto i celerini vanno a frapporsi tra le due tifoserie.

A sbloccarla ci pensa al 32’ Bortolussi: l’Ancona Matelica perde palla con Iannoni, Bortolussi scatta alle spalle della difesa biancorossa e sul filo del fuorigioco trafigge Vitali con palla nell’angolino. 1-0 per i padroni di casa che, senza far vedere grandi cose, dimostrano d’essere più cinici degli avversari. Gli ospiti provano a reagire al 38’ con Di Renzo che tenta una conclusione personale senza centrare la porta avversaria. Si va all’intervallo senza variazioni.

Primi dieci minuti del secondo tempo equilibrati con l’Ancona Matelica che spinge di più, con i suoi avanti che sbattono regolarmente contro la difesa arcigna dei padroni di casa, una delle migliori del campionato. Mister Colavitto ne cambia tre in un colpo solo, e i dorici provano di tutto per raggiungere il pareggio con Rolfini e Sereni fra i più attivi.

All’83’, su una palla persa a centrocampo su fallo non fischiato dall’arbitro a favore dell’Ancona, il Cesena cinico e spietato segna il 2-0 con Pierini. A sette dal termine più recupero, il risultato sembra ormai scontato. Il Cesena ha impostato l’incontro con intelligenza, ha lasciato fosse l’Ancona a fare la partita per poi colpirla in contropiede. I biancorossi, incappati in una giornata no, possono recriminare solo sulle assenze.

Il Tabellino

Cesena (4-3-1-2): 33 Nardi; 5 Steffè, 15 Ciofi, 13 Mulè, 30 Favale; 8 Ardizzone, 14 Berti, 4 Rigoni; 16 Ilari; 9 Caturano, 20 Bortolussi. A disposizione: 1 Fabbri, 60 Pollini, 6 Brambilla, 10 Pierini, 11 Munari, 17 Nannelli, 25 Missiroli, 27 Gonnelli, 28 Pogliano, 45 Shpendi, 79 Yabre, 99 Tonin. Allenatore William Viali.

Ancona Matelica (4-3-3): 12 Vitali; 33 Noce, 25 Masetti, 6 Iotti, 3 Di Renzo; 23 D’Eramo, 7 Gasperi, 4 Iannoni; 9 Rolfini, 18 Faggioli, 10 Sereni. A disposizione: 1 Canullo, 22 Avella, 14 Tofanari, 15 Sabattini, 16 Farabegoli, 20 Vrioni, 21 Del Sole, 26 Ruani, 28 Maurizii. Allenatore: Gianluca Colavitto.

Arbitro: Sig. Marco Saia della sezione di Palermo.

Assistenti: Sig.ri Luca Feraboli della sezione di Brescia e Stefano Camilli della sezione di Foligno.

Quarto uomo: Sig. Michele Di Cairano della sezione di Ariano Irpino.

Reti: 32’ pt Bortolussi, 39’ st Pierini

NOTE: spettatori 5.325 (di cui 2.065 miniabbonamenti e 1.658 ospiti) per un incasso di 53.199,50 euro; locali in divisa nera, pantaloncini e calzettoni neri e portiere verde; locali in divisa rossa, pantaloncini e calzettoni rossi e portiere bianco;

ammoniti: Tofanari, Favale, Ardizzone, Iannoni e Rolfini; corner 5-4; recupero 1’ pt, 4’ st.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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