BASSANO - ANCONA 1 : 0

Ripartenza falsa dell’Ancona a Bassano

Episodio da moviola nel finale per un rigore dubbio a favore dei dorici

LEGA PRO girone B

 

BASSANO (4-3-2-1): Rossi; Formiconi, Pasini, Bizzotto, Crialese; Laurenti (36’st Laurenti), Proietti, Bianchi; Minesso, Candido (24′ st Zibert); Grandolfo (22’st Maistrello) A disp: Bastianoni, Trainotti, Maistrello, Rantier, Tronco, Soprano, Bortot, Lancini. All. D’Angelo.

ANCONA (4-3-3): Scuffia; Barilaro, Kostadinovic, Ricci, Forgacs; Agyei (22’st Vitiello), Zampa, Gelonese (22’st Paolucci); De Silvestro (22’st Falou Samb), Momentè, Frediani. A disp: Anacoura, Barilaro, Malerba, Bambozzi, Moi, Ascani. All. Brini

ARBITRO: De Tullio di Bari

MARCATORI: 4’pt Candido

AMMONITI: Ricci

ESPULSI: 44’st Ricci per doppia ammonizione

Bassano – Anno nuovo, problemi vecchi. L’Ancona ha perso abbastanza malamente sul campo del Bassano la prima partita del 2017, scendendo in campo senza mordente e non impensierendo praticamente mai la porta dei padroni di casa. Sul risultato finale ha pesato, però, un dubbio calcio di rigore non concesso ai dorici nel finale.

La cronaca

Brini ha portato in panchina i tre nuovi innesti Anacoura, Vitiello e Paolucci, confermando il 4-3-3 che ha ben figurato contro la Reggiana con Kostadinovic al posto dell’acciaccato Moi, mentre il tecnico dei veneti D’Angelo ha schierato un inedito 4-3-2-1 (il famoso albero di Natale di ancelottiana memoria), sacrificando Maistrello per inserire Candido.

Ed è stato proprio Candido a realizzare il gol che poi si rivelerà decisivo al 4’: bel contropiede del Bassano, Candido si è involato sulla destra, ha messo a sedere Forgacs e ha impallinato Scuffia, grazie anche ad una deviazione di Kostadinovic.

L’Ancona ha subito il contraccolpo e non è riuscita a reagire fino al 32’ quando Frediani ha sfiorato il pari con un colpo di testa su cross di De Silvestro, ma subito dopo un clamoroso errore di Scuffia, che ha rinviato addosso a Grandolfo, ha creato una paurosa mischia in area dorica, ma il Bassano non è riuscito ad approfittarne.

Foto d'archivio dell'andata: Ancona - Bassano 1 - 2 (foto Lapresse)
Foto d’archivio dell’andata: Ancona – Bassano 1 – 2 (foto Lapresse)

Non è cambiato il canovaccio nella ripresa anzi, i padroni di casa hanno avuto un paio di occasioni per raddoppiare prima con Minesso, tiro parato, e poi con Grandolfo, che ha sbagliato l’aggancio tutto solo davanti a Scuffia.

Al 22’ Brini ha provato la svolta tattica inserendo contemporaneamente i nuovi arrivi Paolucci e Vitiello oltre a Falou Samb per Agyei, Gelonese e De Silvestro passando al 4-2-4, ma senza produrre nulla di importante.

Fino al 44’ quando è avvenuto l’episodio da moviola: cross in area veneta, colpo di testa di Paolucci e deviazione, a braccio alzato innaturalmente, di Formiconi. Rigore? Per l’Ancona sì, per l’arbitro no. La palla effettivamente ha toccato il braccio del difensore, ma non è chiaro se prima abbia rimbalzato sulla spalla dello stesso.

Nell’occasione è stato ammonito per la seconda volta Ricci che quindi è stato espulso e salterà il derby con la Maceratese domenica prossima al Del Conero. Ricci assente dunque, ma potrebbe essere presente qualche altro nuovo arrivo perché il mercato è in fase di ebollizione: è praticamente certo il ritorno di Alessandro Di Dio dal Siracusa a cui andranno in cambio Barilaro e Malerba.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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