domenica 17 novembre ore 14.30

Presentazione di Valdichienti Ponte – Anconitana

Decima giornata Campionato Eccellenza Marche

Ancona, 15 novembre 2019 – Il Valdichienti Ponte, neo promossa insieme ad Anconitana e Vigor Senigallia, vincitrice del titolo regionale di Promozione dopo la finale al Del Conero proprio contro I biancorossi, in estate era considerata dagli addetti ai lavori come una delle pretendenti per provare a dare del filo da torcere alla “corazzata” del presidente Marconi. Aspettative disattese su entrambi i fronti.

Anconitana a parte, il Valdichienti Ponte infatti, si trova in undicesima posizione con dieci punti in condominio con Grottammare, Montefano e Atletico Alma; ha vinto tre partite, pareggiata una e perse cinque; ha realizzato nove gol subendone undici: un bottino ampiamente al di sotto degli obiettivi fissati dalla società che ha messo a disposizione di mister Luigi Giandomenico la seguente rosa:

Il Valdichienti Ponte della finale per il titolo regionale

Portieri: Falcetelli, Erbaccio, Mallozzi, Carnevali,
Difensori: Cudini, Fermani, Enow, Passalacqua, Bruni, Re, Tartabini,
Centrocampisti: Emillozzi, Panichelli, Ciccarelli, Moretti, Marconi, Pandolfi, Badiali, Ciucci,
Attaccanti: Pepa, Frontini, Adani, Rapari, Salvatelli, Monterubbianesi, Pennacchioni, Castellano.

Anche in Coppa Italia non è andata benissimo ai maceratesi, eliminati proprio dall’Anconitana ai quarti di finale dopo aver perso entrambe le gare: 3-0 a tavolino al Del Conero per aver messo in distinta un giocatore squalificato; 1-2 nel ritorno al San Filippo.

Lo Stadio Martini di Corridonia

Nonostante tutto ciò, non sarà una domenica tranquilla per mister Ciampelli, la cui posizione non sembra essere così solida come qualche settimana fa: la classifica dei dorici non brilla e il gioco latita. Un eventuale ritorno da Corridonia senza l’intera posta in palio in tasca, potrebbe costringere i vertici societari a ricorrere a soluzioni drastiche.

A dare una mano al tecnico umbro potrebbe pensarci Ezequiel Zaldua, il bomber argentino, tra i pochi della rosa della scorsa stagione ad essere riconfermato (venti reti realizzate nel campionato2018/19), nella sfida del mercoledì di Coppa contro i piceni è tornato al gol con una doppietta trasformando due rigori. Che sia la svolta della stagione dorica? Anche perché il presidente Marconi ha ribadito il concetto che ingaggiare calciatori svincolati sarebbe controproducente alla causa della truppa dorica.

L’arbitro signor Giovanni Castellano di Nichelino

L’appuntamento è per domenica 17 novembre allo Stadio Martini di Corridonia; fischio d’inizio alle ore 14.30 ad opera dell’arbitro signor Giovanni Castellano di Nichelino (TO), coadiuvato dagli assistenti Luigi Cosignani di San Benedetto e Giacomo Caporaletti di Macerata.

L’arbitro piemontese è al primo anno di CAI e ad oggi ha diretto sei gare: una vittoria interna, tre pareggi e due vittorie esterne.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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