Anconitana - Montemarciano 3:2

Mastronunzio nella storia!

Un coriaceo Montemarciano esce sconfitto ma a testa alta dal Del Conero. La Vipera miglior goleador biancorosso di sempre in solitaria

Calcio – 1ª Categoria girone B

Stadio Del Conero

Ancona – Che il Montemarciano di oggi fosse squadra coriacea lo si è capito da subito. Anche grazie a un po’ di sonnolenza che ha accompagnato l’Anconitana in avvio al Del Conero. I biancorossi, dopo il fischio d’inizio del sig. Ercoli di Fermo, hanno impiegato qualche minuto per entrare in partita e gli ospiti hanno subito provato ad approfittarne.

Al 4° Della Spoletina tocca all’indietro per alleggerire su Lori ma il passaggio è debole, il numero uno dorico se ne avvede e allunga il passo per rinviare. Ne viene fuori un pasticcio: fuori tempo, Lori cicca la palla che arriva a Rossetti. Senza guardare, il dieci del Montemarciano calcia a botta sicura a porta vuota, la palla attraversa l’area ed esce a lato di poco.

Il gol di Strano che apre le marcature al Del Conero (foto Max Serenelli)

Pericolo scampato che serve ai dorici per svegliarsi, sistemare le marcature e iniziare a macinare gioco. Al 16° Storani s’invola sulla fascia destra, cross in area per la testa di Mastronunzio che smarca Strano nell’area piccola e palla in rete. È il vantaggio. Facile? Sì, quando i dorici attaccano coralmente è difficile fermarli.

Il Montemarciano non sta a guardare, ribatte colpo su colpo ma è l’Anconitana a procurarsi le occasioni migliori: al 26° con Storani che fa tutto da solo e dal limite indirizza nell’angolo a destra di Benni, sbagliando mira di pochi centimetri; al 32° con Apezteguia che si procura una punizione calciata da Mandorino, sugli sviluppi la palla arriva nei piedi di Storani che spara in porta centralmente, permettendo a Benni di respingere con i piedi.

Lo storico gol di Mastronunzio: due a zero per l’Anconitana e rete numero 72 per la Vipera che passa a condurre in solitaria la classifica dei migliori bomber biancorossi di tutti i tempi (foto Max Serenelli)

Al 35° Mastronunzio entra nella storia biancorossa. Marengo batte un angolo, palla in area e dalla ressa spunta la testa della Vipera che spizza in rete. Un gol che vale tutta una carriera. Non è solo il due a zero per l’Anconitana, è il 72esimo gol in biancorosso di Mastronunzio che lo porta in testa, in solitaria, alla classifica dei migliori bomber biancorossi di sempre.

Lo stadio applaude il suo campione che sfodera una maglietta bianca con un 72 stampato a grosse cifre. Ma c’è una partita da giocare e i festeggiamenti vengono rinviati a fine gara.

Con questo striscione i tifosi dorici hanno ringraziato Mastronunzio (foto Max Serenelli)

Il Montemarciano è sempre lì e al 45° accorcia le distanze con una staffilata dal limite di Sorana G. sulla quale Lori non arriva. Si va al riposo sul due a uno e con la netta sensazione che il secondo tempo sarà tutto da vedere.

Infatti, sarà così. Una seconda frazione giocata a buon ritmo e con continui capovolgimenti di fronte. Le occasioni vengono costruite a ripetizione da entrambe le squadre con una supremazia dei dorici testimoniata anche dagli angoli battuti: alla fine saranno dieci a tre per l’Anconitana, con il Montemarciano che ne batterà due di seguito a pochi minuti dal termine.

Il rigore realizzato da Storani (foto Max Serenelli)

Al 77° Pucci viene atterrato in area: rigore per i dorici. Lo batte Storani con sicurezza ed è il tre a uno per i padroni di casa. Montemarciano rassegnato? Nemmeno per sogno. Al 93°, a tempo praticamente quasi scaduto, paratona di Lori che in tuffo nega il gol agli ospiti. Sugli sviluppi l’arbitro vede qualcosa che dalla tribuna non s’è visto. Fischia e decreta un rigore a favore del Montemarciano. A batterlo sale addirittura il portiere Benni che fa secco il collega dorico. Neppure il tempo di capire che cosa è successo che il sig. Ercoli manda tutti negli spogliati. Game over. L’incontro termina tre a due con l’Anconitana che mantiene sempre 10 lunghezze di vantaggio sui diretti inseguitori.

Prima della doccia, però, tutti i giocatori biancorossi indossano la maglia celebrativa e in gruppo si presentano in tribuna per un particolare abbraccio con i tifosi. C’è da festeggiare l’ingresso di Mastronunzio nella storia dei dorici. E quel record di 72 reti segnate che è destinato ad alzarsi ulteriormente. La società consegna una coppa al suo giocatore più rappresentativo, i tifosi e la squadra si accalcano intorno alla Vipera in un abbraccio che sa di calore, riconoscenza, rispetto e gratitudine.

Mastronunzio con la coppa offerta dalla società per festeggiare il suo record. Il giocatore viene abbracciato dall’addetto stampa Mauro Anconetani (a sx), e dal presidente Marconi (a dx)

Un momento indimenticabile per tutti i presenti, immortalato da centinaia di foto scattate con i telefonini. Ogni tifoso si porterà a casa un pezzetto del record e della storia scritta con umiltà da questo grande bomber.

Il pensiero, per un attimo, va ai gloriosi trascorsi di questa società che negli anni ha subito ogni sorta di accidenti. E che, nonostante tutto, è ancora lì a lottare e a volerci credere a dispetto di ogni sorta di sciacallaggio. Perché il cuore biancorosso è troppo grande per mollare. Come quello della Vipera che si è rimesso in gioco con umiltà per questi colori che si porta dentro. Grazie Mastronunzio!

AnconitanaLori, Della Spoletina, Cesaroni, Brasili, Colombaretti, Mandorino, Strano, Marengo, Mastronunzio, Storani, Apezteguia. Panchina: Ruspantini, Polenta, Vinicius, Massei, Pucci, Rossi, Fabrizi. Allenatore: Marco Lelli.

Montemarciano: Benni, Gianfelici, Bordoni, Sorana G., Cardinali, Ippoliti, Rasicci, Carra, Tuzi, Rossetti, Cimadamore. Panchina: Fossi, Sorana R., Tomassini, Romagnoli, Amadei, Latini, Mancinelli. Allenatore: Profili

Arbitro: sig. Alessio Ercoli, Fermo

Reti: 16° Strano (A); 35° 1T Mastronunzio (A); 45° Soprana G (M).; 77° Storani (A); 93° Benni (M)

Angoli: 10 (A) – 3 (M)

Ammoniti: Marengo (A) espulso a fine gara.

Recupero: P.T. 1’ – 2T 3’

Spettatori: 820 – paganti 302 – abbonati 518

Prossima gara: Castelfrettese – Anconitana (merc. 20/12)


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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