GUBBIO - ANCONA 3 : 2

LegaPro – A Gubbio l’Ancona tocca il fondo

Sotto di due gol i dorici acciuffano il pareggio per poi soccombere su un’ingenuità della difesa

GUBBIO (4-3-1-2): Volpe; Marini, Rinaldi, Piccinni, Zanchi; Croce, Romano, Conti (9’st Valagussa); Casiraghi (45’st Candellone); Ferri Marini, Ferretti. A disp. Zandrini, Bergamini, Petti, Stefanelli, Marghi, Lunetta, Otin Lafuente, Candellone, Kalombo, Giacomarro, Tavernelli. All. Magi

ANCONA (4-3-3): Anacoura; Daffara, Ricci, Cacioli, Nicolao (21’st Forgacs); Agyei, Gelonese, Bambozzi (27’st Momentè); Voltan (23’st Bariti), Del Sante, Frediani. A disp: Scuffia, Di Dio, Djuric, Cristofari, Mancini, Paolucci, Bartoli. All. Pagliari

ARBITRO: De Angeli di Abbiategrasso

MARCATORI: 5’pt (rig.) e 7’pt Ferri Marini, 17’pt Agyei, 44’pt Frediani, 18’st Rinaldi

AMMONITI: Conti, Cacioli, Nicolao, Ferretti

NOTE: spettatori 1177 di cui 74 ospiti. Angoli 5-6, recupero 0’ + 3’

Gubbio - Ancona, Il gol di Frediani
Gubbio – Ancona, Il gol di Frediani

Lo spettro della serie D è sempre più vicino: finisse oggi il campionato, infatti, l’Ancona sarebbe retrocessa visto l’ultimo posto in classifica (seppur in coabitazione col Teramo, in vantaggio negli scontri diretti), dopo la sconfitta di Gubbio.

I biancorossi non finivano in fondo alla graduatoria dal 2004 in serie A, torneo chiuso con la retrocessione (dopo un’agonia durata l’intera stagione), e poi con il fallimento targato Pieroni. Per Pagliari è la terza sconfitta consecutiva, per la squadra la settima in otto partite in questo 2017. Un disastro, amplificato dalla pesante contestazione subita in settimana con il duro faccia a faccia tra giocatori ed ultras, senza dimenticare i problemi economici della società, evidenziati anche dall’Associazione Calciatori.

Mancano nove partite, ma la piega presa è veramente brutta, con lo stesso Pagliari che potrebbe rischiare l’esonero: anche oggi qualche scelta ha lasciato perplessi, vedi l’utilizzo dal 1’ di Voltan, che col Matera aveva dimostrato di non avere una condizione accettabile. Ha deluso anche Anacoura, colpevole sul gol decisivo del Gubbio.

LA CRONACA

Avvio da incubo quello dei biancorossi che vanno sotto al 5’ a causa di un rigore trasformato da Ferri Marini (fallo di Daffara su Casiraghi, iniziato probabilmente fuori area). Come se non bastasse il Gubbio raddoppia due minuti dopo con un gol da campetto di periferia: Casiraghi si libera della marcatura con una veronica e calcia in porta colpendo Ferri Marini, con la palla che si alza e che rimane nella disponibilità dell’attaccante eugubino che fa 2-0.

Gubbio - Ancona, l'esultanza di Ferri Marini dopo il gol
Gubbio – Ancona, l’esultanza di Ferri Marini dopo il gol

Difesa dorica completamente immobile, soprattutto Cacioli che si ferma sperando in un inesistente fuorigioco. Sembra già finita, con i settanta tifosi dorici che cominciano a contestare, ma l’Ancona ha un sussulto di orgoglio ed accorcia le distanze al 17’: cross di Nicolao dalla sinistra e gran gol di Agyei con un destro a pelo d’erba in diagonale.

Dopo l’inizio ad un ritmo folle la partita si placa e succede poco fino al 44’, quando dal nulla pareggia l’Ancona con il solito Frediani che approfitta di un lancio di Daffara e della dormita generale della retroguardia umbra.

Lo stesso Frediani in apertura di ripresa sfiora il raddoppio con un potente destro dal dischetto del rigore, ma Volpe compie un autentico miracolo. Nel miglior momento dell’Ancona, quando sembrava che l’undici di Pagliari potesse ribaltare il risultato, ecco il gol dei padroni di casa: calcio d’angolo di Casiraghi, uscita a vuoto di Anacoura e rete di Rinaldi appostato sul secondo palo.

Stavolta i biancorossi non riescono a reagire e la partita si trascina stancamente fino al 93’ quando l’arbitro manda le due squadre al definitivo riposo. Sperando che non sia definitivo quello dei biancorossi.

SALA STAMPA

Pagliari e squadra in silenzio stampa

SPADONI: «L’Ancona di oggi non è quella che è ultima in classifica, abbiamo avuto un’ottima reazione dopo l’inizio shock. Potevamo anche passare in vantaggio con Frediani, poi abbiamo subito il solito gol da calcio piazzato. Il risultato è assolutamente bugiardo, avremmo meritato almeno il pareggio. La prestazione di oggi però ci lascia sperare di poterci giocare le nostre carte nelle rimanenti nove partite».

 


2 commenti alla notizia “LegaPro – A Gubbio l’Ancona tocca il fondo”:

  1. Paolo Isca says:

    A detta di tutti l’Ancona meritava ampiamente il pareggio. Per tutti tranne per il cronista anconetano Marconi. Perché’tanta faziosita’contro l’Ancona?

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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