Anconitana-Castelfrettese 4:0

L’Anconitana cala il poker nonostante i calcioni della Castelfrettese

Calcio – 1ª Categoria girone B – quattordicesima di ritorno

Ancona – Partita dai due volti quella di oggi al Del Conero fra Anconitana e Castelfrettese: la prima della classe contro l’ottava. Un volto per tempo. Nel primo, i dorici partono convinti. Al trotto, ma sul pezzo, con la Castelfrettese che subisce la netta supremazia dei padroni di casa. Nel secondo, a risultato ormai ampiamente acquisito, gli ospiti s’incattiviscono e anziché tirare calci alla palla iniziano a tirare calci nelle caviglie dei biancorossi.

Anconitana – Castelfrettese: il tiro del primo gol di Apezteguia (foto Max Serenelli)

Calci pesanti, tanto che Bartoloni, colpito duro da Amagliani, al 57° esce in barella e viene sostituito da Fernandes Cardoso. Un comportamento inspiegabile quello della Castelfrettese: sotto di quattro reti, e indiscutibilmente inferiore sul piano tecnico, tattico e mentale, non puoi reagire allo scoramento prendendo a calci le gambe avversarie. Non è accettabile. È antisportivo e declassante, al punto che in sala stampa, al termine, Catani si vedrà costretto a chiedere scusa per il comportamento dei suoi.

Anconitana – Castelfrettese: il terzo gol dei dorici firmato con la doppietta di Apezteguia (foto Max Serenelli)

Al di là dei singoli episodi, va registrata la prestazione mediocre e insufficiente dell’arbitro Narcisi incapace di gestire la partita, lasciando correre su falli netti, fischiando spesso a torto fuorigioco inesistenti e perdendo la bussola senza il polso necessario a fermare quanto accadeva in campo.

Nonostante ciò, l’Anconitana è andata in gol quattro volte. Tutte nel primo tempo. Al 6°, dopo una rimessa in gioco con le mani dalla destra con la palla che arriva in area colpita al volo da Apezteguia; al 14°, dopo un batti e ribatti in area su azione corale dorica con Bartoloni che trova il tocco definitivo; al 32°, con Apezteguia che firma la sua personale doppietta sparando un bolide alle spalle di Cremonesi; al 42°, con Massei che fa tutto da solo, dribbla un paio di avversari e dal limite batte Cremonesi per la quarta volta.

Anconitana – Castelfrettese: poche le presenze della Nord oggi al Del Conero (foto Max Serenelli)

Sul quattro a zero a loro favore, i dorici nel secondo tempo giocano in pieno controllo. Non c’è ragione per fare diversamente. Fino a quando la Castelfrettese non inizia a centrare caviglie. E da quel momento il secondo tempo non esiste più. Al suono dell’Aida i biancorossi salutano uno sparuto gruppetto di tifosi e si avviano negli spogliatoi. Con l’infermeria quasi al completo.

La prossima, terzultima di campionato, si giocherà contro il Belvedere.

Il Tabellino

Anconitana: Lori, Polenta, Brasili, Della Spoletina, Colombaretti (Fabrizi, 56°), Pucci (Cesaroni, 69°), Massei, Marengo, Mastronunzio, Bartoloni (Fernandes Cardoso, 57°), Apezteguia. Panchina: Ruspantini, Fabrizi, Fernandes Cardoso, Cesaroni, Rossi, Strano, Mandorino. Allenatore: Marco Lelli.

Castelfrettese: Cremonesi, Capotondo, Quercetti, Fratesi (Serrani, 77°), Papa (Guarino, 81°), Principi, Rinaldi (Puliti, 85°), Amagliani (Sorana, 68°), Pacconi, Gabrielli (Eusebi, 69°), Lazzarini. Panchina: Marziani, Mazzarini, Eusebi, Puliti, Guarino, Sorana, Serrani. Allenatore:  Alberto Catani.

Arbitro: Sig. A. Narcisi di San Benedetto del Tronto

Angoli: Anconitana 6 – Castelfrettese 1

Ammoniti: Colombaretti, Polenta (A); Gabrielli, Capotondo (C)

Recupero: 1° T, 0; 2° T. 5’


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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