Reggiana – Ancona Matelica 3:1

L’Ancona resta in dieci e subisce una sontuosa Reggiana

Calcio Serie C girone B – decima giornata - Mapei Stadium di Sassuolo

Reggio Emilia, 19 ottobre 2021 – Oltre 400 i tifosi dorici presenti al Mapei Stadium di Sassuolo (circa 5mila i locali) per questa decima giornata di serie C che vede di fronte la Reggiana e l’Ancona Matelica. La prima in classifica che ospita la seconda in una partita tanto delicata quanto sentita dai dorici.

Partono fortissimo le due squadre che si fronteggiano a viso aperto costruendo subito azioni importanti. Al 3’, per gli ospiti, punizione di D’Eramo con palla sopra la traversa; risposta immediata dei padroni di casa che al 4’ colpiscono il palo con Lanini; al 5’ sono i dorici a rendersi di nuovo pericolosi con Iannoni per Rolfini che serve al centro per Faggioli che si fa rubare palla dal portiere Voltolini.

Insomma, match acceso fin da subito con l’Ancona che senza timore reverenziale prova a non far respirare i giocatori della Reggiana, una tattica sicuramente preparata a tavolino da mister Colavitto. Al 25’ prima vera difficoltà della retroguardia dorica impegnata rispettivamente da Sciaudone e Zamparo, ma Avella salva la sua porta con due prodezze. Reggiana che adesso preme e Ancona Matelica, un po’ spenta dopo un brillante avvio, che soffre e difende.

Quando possono, i dorici provano a costruire alcune ripartenze ma i suoi avanti cozzano contro la difesa granata, un vero e proprio bunker. Si va al riposo sullo 0 – 0.

Inizio ripresa sulla falsa riga del primo tempo. Al 48’ si rende subito pericoloso Lanini. Gli rispondono i biancorossi con un contropiede di Rolfini che perde palla cercando di servire Faggioli. L’incontro, a ritmi elevati e continui capovolgimenti di fronte, è aperto a qualunque risultato. Al 53’ è Del Sole ad impegnare ancora Voltolini che blocca la sfera in tuffo.

Al 63’ è la Reggiana a sbloccare il match. Lanini salta Iotti e serve di precisione per Zamparo all’interno dell’area di rigore, all’attaccante granata non resta che appoggiare in rete una palla imparabile per Avella. 1 – 0.

L’Ancona prova a reagire con coraggio e determinazione ma la Reggiana, dopo il gol, è in pieno controllo e aspetta i dorici nella propria metà campo per poi ripartire. A complicare le cose, per gli ospiti, al 74’ arriva il rosso diretto per Moretti per un’entrata da dietro su Luciani.

I biancorossi mettono il cuore in campo ma sono i granata a trovare il raddoppio all’85’: cross in area per Sorrentino che si accovaccia e di testa batte Avella per il 2-0. Sembra tutto finito ma l’Ancona la riapre al 90’con Sereni che solo, davanti a Voltolini, lo beffa con un delizioso pallonetto. 2-1. Nell’ultimo minuto di recupero, ci pensa però Scappini a raffreddare le speranze di recupero degli ospiti: indecisione dei difensori biancorossi, Scappini ruba palla e sigla il 3-1 finale.

Risultato pesante per l’Ancona, ma a questa Reggiana così quadrata e ben messa in campo non si può né si deve regalare nulla, men che meno un giocatore come Moretti.

Il Tabellino

Reggiana (3-4-1-2): 1 Voltolini; 16 Luciani, 4 Rozzio, 6 Camigliano; 44 Guglielmotti, 8 Cigarini, 88 Sciaudone, 5 Rossi; 7 Rosafio; 94 Lanini, 30 Zamparo. A disposizione: 12 Marconi, 3 Contessa, 9 Scappini, 10 Sorrentino, 11 Neglia, 14 Chiesa, 17 Libutti, 21 Radrezza, 23 Laezza, 24 Anastasio, 33 Cauz, 96 Muroni. Allenatore Aimo Diana.

Ancona Matelica (4-3-3): 22 Avella; 14 Tofanari, 25 Masetti, 6 Iotti, 3 Di Renzo; 23 D’Eramo, 7 Gasperi, 4 Iannoni; 21 Del Sole, 18 Faggioli, 9 Rolfini. A disposizione: 1 Canullo, 12 Vitali, 5 Bianconi, 10 Sereni, 15 Sabattini, 16 Farabegoli, 17 Moretti, 20 Vrioni, 27 Papa, 28 Maurizii, 33 Noce, 34 Pecci. Allenatore: Gianluca Colavitto.

Arbitro: Sig. Daniele Perenzoni della sezione di Rovereto. Assistenti: Sig.ri Andrea Niedda della sezione di Ozieri e Mattia Massimino della sezione di Cuneo.

Quarto uomo: Sig. Sajmir Kamara della sezione di Verona.

Reti: 17’ st Zamparo, 40’ st Sorrentino, 45’ st Sereni, 48’ st Scappini

Note: spettatori 5.053 (di cui oltre 400 ospiti), per un incasso di 55.968,61 euro; locali in divisa granata, pantaloncini e calzettoni granata e portiere giallo fluo; ospiti in divisa bianca, pantaloncini e calzettoni bianchi e portiere grigio; espulso al 29’ st Moretti; ammoniti mister Colavitto in panchina; Voltolini, Avella, Muroni, Gasperi e Rosafio; corner 7-5; recupero 0’ pt, 4’ st.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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