Anconitana – Urbania 2:0

Inizia bene l’anno l’Anconitana che batte l’Urbania al Del Conero

Sedicesima giornata campionato Eccellenza Marche (prima di ritorno)

Ancona, 5 gennaio 2019 – Terminata la pausa natalizia, l’Anconitana riprende dal Del Conero il cammino nel campionato Eccellenza Marche. La sedicesima giornata, prima del girone di ritorno, ha visto i dorici ospitare l’Urbania che è tornata a casa con una secca sconfitta sul groppone per 2-0. Gli ospiti, per dirla tutta, non hanno mai dato l’impressione nell’arco dei novanta minuti di poter minacciare i padroni di casa che hanno sbrigato la pratica nei primi quarantacinque minuti per poi limitarsi a controllarla nei secondi quarantacinque.

Dopo la bruciante e pesante sconfitta pre-natalizia subita dai dorici ad opera del Marina Calcio, per giunta in casa, i biancorossi erano chiamati ad un perentorio riscatto. E riscatto c’è stato. Vantaggioso anche, perché grazie alla sconfitta odierna dell’Atletico Gallo Colbordolo a casa del Valdichienti Ponte (1-0), e del Fossombrone a Castelfidardo (2-1), l’Anconitana è tornata quinta in classifica a tre punti dal vertice. E c’è tutto un girone di ritorno a disposizione per far bene e tornare lassù in alto.

Contro l’Urbania, oggi (vittoria dei dorici per 1-0 all’andata), l’Anconitana è partita al trotto come sua abitudine. Gli ospiti, l’hanno seguita di conserva difendendo a cinque, e contro quel muro i padroni di casa hanno avuto non poche difficoltà. Basti dire che il primo angolo è stato battuto solo al 27°. La bella notizia è stata il rientro in campo dopo l’infortunio di capitan Trombetta che ha giganteggiato come sempre in difesa dando stabilità ed equilibrio a tutto il reparto.

A sbloccare il risultato ci ha pensato Luca Magnanelli al 30°, inventandosi un gol da cineteca: ha raccolto palla dai 25 metri e ha fatto partire un bolide che s’è insaccato sotto il sette alla destra di un incolpevole Stafoggia.

Il raddoppio dorico è arrivato al 40°: Ambrosini, servito all’altezza del limite dell’area, si è liberato palla al piede di un difensore e ha battuto Stafoggia con un preciso missile rasoterra alla destra del portiere.

Nel secondo tempo l’Anconitana ha badato più a controllare, forte del vantaggio per 2-0, provando a cercare il terzo gol su punizione in un paio di occasioni e sempre con il piede di Trombetta che, al 72° e al 89° ci prova senza successo.

L’Urbania, dal canto suo, ha provato generosamente ad accorciare le distanze. In un paio di occasioni è riuscita ad arrivare anche al tiro: due conclusioni calciate malamente sopra la traversa. E nulla più. Un’Urbania che oggi è parsa nettamente inferiore all’Anconitana. L’anno e il girone di ritorno, per i dorici, non poteva iniziare meglio. E potrebbe continuare meglio domenica prossima che vedrà i dorici giocare a casa del Sassoferrato Genga, fanalino di coda del campionato fermo a 10 punti.

Il Tabellino

Anconitana: Battistini, Terranova (61° Perdomenico), Bartolini, Magnanelli, Micucci, Trombetta, Fiore (80° Giambuzzi), Basualdo, Liccardi (77° De Sagastizabal), Mansour, Ambrosini. Allenatore: Umberto Marino. A disposizione: Montuoso, Pierdomenico, Baciu, Ghanam, Zagaglia, Giambuzzi, De Sagastizabal, Mercurio, Marzioni.

Urbania: Stafoggia, Andrea Rossi (55° Lucciarini), Labate, Matteo Rossi, Renghi, Temellini, Bicchiarelli, Alessandro Rossi (69° Giovannelli), Fraternali, Bozzi, Patrignani (75° Cantucci). Allenatore: Simone Pazzaglia. A disposizione: Pagliardini, Calabresi, Susini, Lucciarini, Giovannelli, Cantucci, Catani, De Bartoli, Sebastianelli

Reti: 30° Magnanelli; 40° Ambrosini;

angoli: (A) 3; (U) 1;

ammoniti: (A) Basualdo; U) Andrea Rossi, Bozzi, Renghi;

Arbitro: sig. Cristian Romei, sez. d’Isernia; Assistenti: sig. Marco Viglietta sez di Macerata e sig. Stefano Allievi sez. di San Benedetto;

recupero: P.T. 1’ – S.T. 4’

spettatori: 1.158 di cui 546 abbonati; incasso: 4.270 euro


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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