Anconitana-A. Gallo C. 3:2

Dorici in testa con Forsempronese

Doppiette di Marabese e Bartolini

Eccellenza Marche quarta giornata

Il tabellino:

ANCONITANA: Marcantognini, Colonna, Patrizi, Boninsegni, Terranova (26’ s.t. Bartoli); Frinconi, Magnanelli (39’ s.t. Trofo s.v.), Marengo; Kerjota (34’ s.t. Loberti), Falconieri (46’ s.t. Montagnoli), Marabese. A disp.: Ruggiero, Zenga, Ghanam, Marzioni, Baciu. All.: M. Lelli.

ATL. GALLO COLBORDOLO: Cappuccini; Labate, Notariale (34’ s.t. Vagnarelli), Dominici, Taribello; Rizzato, Focarini (23’ s.t. Pasini), Calvaresi (32’ s.t. Ferrini), Ridolfi (43’ s.t. Donati); Muratori, Bartolini. A disp.: Mazzini, Garulli, Nobili, Marfella, Pontellini. All.: G. Mariotti.

ARBITRI: Ledjan Skura di Jesi; assistenti: Tidei di Fermo e Pizzuto di Macerata.

RETI (A) 40’ p.t. Kerjota, 3’ s.t., 20’ s.t. Marabese; (AGC) 27’ p.t., 7’ s.t. Bartolini;

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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