Belvedere-Anconitana 0:4

Doppietta di Fernandes Cardoso per il dominio dorico

Calcio – 1ª Categoria girone B – quindicesima di ritorno

Belvedere – Un altro secco 4 – 0 dell’Anconitana in quel di Belvedere, a dimostrazione che la corazzata dorica non molla la presa nonostante i giochi siano ormai conclusi da tempo. Tante le assenze fra i biancorossi, ma chi ha giocato non le ha fatte certo rimpiangere.

Risultato blindato fin dal primo tempo con i dorici che vanno al riposo sul 3 a 0. A sciogliere il ghiaccio è stato Fernandes Cardoso che sblocca il risultato con una saetta che trafigge l’incolpevole Fortuna. Il tempo per i padroni di casa di respirare ed ecco il secondo gol ospite firmato da Mastronunzio su imbeccata di Apezteguia.

Belvedere – Apezteguia (di spalle) e Mastronunzio entrambi in gol contro i rosaverde

I rosaverde non riescono a rendersi pericolosi, in tutta la gara riusciranno solo tre o quattro volte a farsi vedere dalle parti di lori. Così, in chiusura del primo parziale, tocca al cubano Apezteguia raccogliere un lungo rilancio dell’estremo difensore biancorosso per ribadirlo in rete. Sul tre a zero non c’è più storia.

La ripresa è tutta dorica. I ragazzi di mister Lelli controllano senza patemi e al 64°Fernandes Cardoso firma la sua doppietta personale fissando il risultato definitivo sul quattro a zero.

Il tabellino

BelvedereFortuna, Bocchini, Spezie, Coltorti, Balello, Francescangeli, Pistelli, Togni, Ferrante, Birarelli, Civenti. Panchina: Moneschi, Avaltroni, Ceccacci, Ceccarelli, Romagnoli, Mazzoli, Belardinelli. Allenatore: Diego Vecchi.

Anconitana: Lori, Polenta, Della Spoletina, Rossi, Fabrizi, Pucci, Fernandes Cardoso, Marengo, Mastronunzio, Massei, Apezteguia. Panchina: Ruspantini, Strano, Mandorino. Allenatore: Marco Lelli.

Arbitro: Sig. Festim Iseini di San Benedetto del Tronto


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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