ANCONA - MACERATESE 0 : 1

Decide un rigore alla fine della noia

L’inserimento dei nuovi acquisti scombussola gli equilibri dei dorici

ANCONA – MACERATESE 0 – 1

L'Ancona scesa in campo al Del Conero contro la MacerateseScuffia; Daffara, Moi, Kostadinovic, Forgacs; Zampa (46’st Falou Samb), Vitiello, Agyei; Frediani (36’st Bariti); Momentè, Paolucci (30’st Del Sante). A disp: Anacoura, Barilaro, Bartoli, Gelonese, Bambozzi, Ascani.
L’Ancona scesa in campo al Del Conero contro la Maceratese. Scuffia; Daffara, Moi, Kostadinovic, Forgacs; Zampa, Vitiello, Agyei; Frediani; Momentè, Paolucci. (foto di Cristiano Belfiore)

ANCONA (4-3-1-2): Scuffia; Daffara, Moi, Kostadinovic, Forgacs; Zampa (46’st Falou Samb), Vitiello, Agyei; Frediani (36’st Bariti); Momentè, Paolucci (30’st Del Sante). A disp: Anacoura, Barilaro, Bartoli, Gelonese, Bambozzi, Ascani. All. Brini

MACERATESE (4-3-3): Forte; Marchetti, Perna, Gattari, Ventola; Franchini, Quadri, Malaccari; Petrilli (22’st Palmieri), Allegretti (47’st Broli), Turchetta (46’st Bangoura). A disp: Moscatelli, Massei, Bondioli, Mestre, Colombi, Ingretolli.   All. Giunti

ARBITRO: Petrilli di Legnano

MARCATORI: 45’st rig. Quadri

AMMONITI: Gattari, Paolucci, Allegretti, Daffara, Moi

Ancona – Anno nuovo, modulo nuovo, difficoltà casalinghe vecchie. Quando l’Ancona deve fare la partita fallisce inesorabilmente, ormai è una certezza. La Maceratese passa al Del Conero nel finale grazie ad un rigore realizzato da Quadri (fallo di mano netto di Moi), ma avrebbe meritato di segnare anche prima: Giunti entra nella storia della Rata avendo espugnato San Benedetto dopo 50 anni ed Ancona dopo 45.

LA CRONACA

Brini abbandona il collaudato 4-3-3 per passare al 4-3-1-2, inserendo Paolucci al fianco di Momentè e spostando Frediani trequartista: titolare anche Vitiello al posto di Gelonese, mentre l’ultimo arrivato Del Sante si accomoda in panchina.

Anche Giunti rivoluziona la squadra lasciando fuori sia Colombi che Palmieri e schierando un 4-3-3 senza veri punti di riferimento. La prima occasione è proprio degli ospiti al minuto numero 8, ma è bravo Scuffia ad anticipare Allegretti in uscita.

Occasione per Momenté che finisce alta sulla traversa
Occasione per Momenté che finisce alta sulla traversa (Us Ancona 1905 foto di Cristiano Belfiore)

Al 13’ Momentè riceve da Vitiello in buona posizione, ma sparacchia alto. Da qui non succede più nulla fino al 45’ quando in area dorica succede l’incredibile: calcio d’angolo battuto da Quadri, mischia paurosa con Turchetta prima e Gattari poi che ciccano clamorosamente la palla del vantaggio.

Nella ripresa non si alza il ritmo della gara e si sbadiglia fino al 18’ quando Malaccari non riesce a deviare in porta un interessante cross di Turchetta. Occasione per Frediani al minuto 25’, ma il fantasista biancorosso calcia sull’esterno della rete invece di servire un libero Momentè in mezzo all’area: è l’unico pericolo creato dall’Ancona in tutto il secondo tempo, anche dopo l’esordio di Stefano Del Sante.

Groviglio nell'area maceratese con Paolucci a terra
Groviglio nell’area maceratese con Paolucci a terra (Us Ancona 1905 foto di Cristiano Belfiore)

Anzi, è Scuffia a salvare capra e cavoli al 34’, fermando da campione un tiro di Turchetta, scattato sul filo del fuorigioco. Mentre tutti sono proiettati a commentare un noioso 0-0 ecco l’episodio decisivo: Daffara perde un sanguinoso pallone sulla trequarti, Turchetta s’invola verso l’area, prova il cross e Moi interviene incautamente con un braccio.

Rigore netto, che Quadri non fallisce mandando in visibilio i quasi 300 tifosi della Maceratese.

SALA STAMPA

Mancini
Mancini

Mancini: «Ci aspettavamo qualcosa in più anche sotto il profilo dell’impegno, forse la squadra ha pagato la confusione del mercato. Il cambio di modulo? In una sola settimana nessuna variazione tattica porta mai ad ottenere equilibri importanti, c’è da lavorare sul campo e con pazienza. Domani andiamo a Milano per gli ultimi giorni di calciomercato: cerchiamo un difensore centrale, un esterno basso ed un centrocampista».

Preoccupato per la classifica?

«Sì, dobbiamo raddoppiare le forze per centrare l’obiettivo della salvezza. Capisco i fischi del pubblico»

Zampa
Zampa

Zampa: «Sconfitta assurda, arrivata a partita praticamente finita, secondo me un pareggio sarebbe stato più giusto. Mancanza di cattiveria? Forse da fuori si vede meglio la partita, ma a me sembra che non sia così, siamo andati meglio che a Bassano. Il nuovo ruolo di mezzala? Mi sono trovato bene, mi posso inserire più spesso, ma non è una novità per me».

Momentè
Momentè

Momentè: «Sconfitta che fa male, era un derby, uno scontro diretto e ci tenevamo a fare bene. Peccato per quell’occasione nel primo tempo, se avessi segnato magari sarebbe potuta andare in maniera diversa. Io in partenza? Non penso al mercato, la mia testa è rivolta all’Ancona».

Brini: «Non possiamo fermarci all’episodio del rigore, anche se ha determinato il risultato. Dal calciomercato sono arrivati giocatori che poi l’allenatore deve inserire per sopperire a delle lacune, ho inserito le due punte per dare alla squadra più peso offensivo, ma abbiamo perso quel qualcosa in più che abbiamo sempre avuto sugli esterni. Atteggiamento negativo? Non è semplice preparare una partita in questo periodo con giocatori che non dovrebbero partire invece poi se ne vanno e ne arrivano altri con caratteristiche diverse. Parlare da fuori è facile (in riferimento alle critiche del dg Mancini ndr.)».

Giunti, mister della Maceratese
Giunti, mister della Maceratese

Giunti: «Ho messo in campo la squadra secondo me migliore, è stata una partita equilibrata decisa da un episodio, ma abbiamo avuto il merito di provarci fino alla fine.  Ora stiamo facendo bene, a differenza di dell’inizio stagione, ci siamo ripresi lavorando duramente durante la settimana senza mai perdere la fiducia in noi stessi. La strada verso la salvezza è lunga ancora, ma questi risultati ci stanno dicendo che la direzione è quella giusta».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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