Anconitana-Castelfidardo 0:0

Anconitana senza sforzo ai quarti di Coppa

Nel ritorno al Del Conero contro il Castelfidardo un pareggio a reti bianche con qualche recriminazione garantisce il passaggio del turno ai dorici

Ancona, 8 agosto 2019 – Dopo l’1 a 2 in quel di Castelfidardo, l’Anconitana nel ritorno al Del Conero pareggia 0-0 con i biancoverdi e si garantisce il passaggio ai quarti del torneo di Coppia Italia Marche Eccellenza.

Un pareggio che va un po’ stretto ai dorici che, pur mettendo in campo il minimo sindacale, hanno oggettivamente provato a vincerla tenendo in pugno l’incontro per lunghi tratti e creando molte più occasioni del Castelfidardo.

Ancona – La prima occasione da gol per i dorici sventata da David (foto Max Serenelli)

Che il derby fosse sentito dai giocatori di entrambe le compagini lo dimostrano alcune zuffe scaturite all’interno delle due aree in almeno tre occasioni, ma è stato bravo l’arbitro Pierfrancesco Saugo di Bassano del Grappa a sedare gli animi prima che eccedessero. Gli ospiti hanno provato a ribaltare il risultato dell’andata ma, onestamente, la loro caratura tecnica non è mai stata all’altezza delle intenzioni: nel primo tempo non hanno mai tirato in porta e nel secondo hanno impegnato Battistini in una sola occasione.

L’Anconitana, al 28°, riesce persino ad andare in rete con un colpo di testa di Zaldua che raccoglie un bel cross dalla sinistra, ma l’arbitro annulla per un fallo dell’autore del cross dorico che ha visto solo lui.

Ancona – Il gol annullato a Zaldua (foto Max Serenelli)

Nel secondo tempo i ritmi calano notevolmente per tutti. Registriamo, all’81°, una bella azione di Ambrosini in area nemica: l’11 dorico scarta due avversari e tira a botta sicura ma David, con un bella parata, gli nega la gioia del gol. Il numero 1 biancoverde si ripete sei minuti dopo con un bel volo plastico che gli permette di deviare in angolo una palla destinata al sette.

Ancona – David salva il risultato per il Castelfidardo con una bella e plastica parata (foto Max Serenelli)

Come detto, finisce 0-0 ma a gioire sono solo i dorici che ritroveremo più avanti ai quarti. Intanto, l’inizio campionato incombe. Domenica 15 settembre ore 15.30 la prima giornata del girone unico di Eccellenza vede l’Anconitana giocare in trasferta a casa dell’Urbania Calcio: stadio principale Via Campo Sportivo – Urbania (PU)

Il Tabellino

Anconitana: Battistini, Pierdomenico (46° Marzioni), Micucci, Visciano, Borghetti, Trombetta, Giambuzzi (73° Bruna), Magnanelli, Zaldua (67° Cameruccio), Mansour (46° Bordi), Ambrosini (92° Bartoloni. All. Davide Ciampelli. A disp. Jorio, Bordi, Moretti, Baciu, Cameruccio, Bruna, Bartoloni, Marzioni, Zagaglia.

Castelfidardo: David, Bandanera, Rinaldi, Eliantonio, Puca, Zeeti, Bracciatelli, Sampaolesi (83° Lucci), Shiba, Gattabria, Galli (76° Braconi). All. Maurizio Lauro. A disp. Grottini, Stortini, Recanatini, Lucci, Testoni, Storani, Manuali, Braconi, Ciucciomei.

Arbitro: Pierfrancesco Saugo – sezione di Bassano del Grappa – assistenti: Roberto Lobene, San Benedetto; Nicolò Raschiatore, San Benedetto

Ammoniti: Zaldua, Giambuzzi, Bracciatelli, Borghetti (A) – Zeeti, Braconi (C)

Calci d’angolo: 4 (A) – 2 (C) – Recupero: 1° T = 0′ – 2° T = 4′

Spettatori: mille circa


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo