Castelfrett. - Anconitana 0 : 6

Anconitana Campione d’Inverno!

Il traguardo raggiunto a casa della Castelfrettese con un risultato tennistico

Calcio – 1ª Categoria girone B

Stadio Fioretti di Castelferretti

Castelferretti (AN) – Turno infrasettimanale per il calcio di Prima categoria. L’Anconitana oggi pomeriggio ha fatto visita alla Castelfrettese per la 14ª giornata di campionato. E più che ad una partita di calcio è sembrato assistere ad un set di in incontro di tennis: 0 – 6 lo score finale. Un cappotto senza recriminazioni che a qualcuno avrebbe fatto comodo viste le rigide temperature registrate al Fioretti di Via Tommasi.

La squadra dorica, sempre di più, si sta dimostrando un vero e proprio schiacciasassi in questa categoria. Decima vittoria consecutiva, tredicesima su quattordici incontri disputati; primato in classifica con 10 lunghezze di vantaggio sulla seconda; titolo di Campione d’Inverno raggiunto con tre giornate d’anticipo; primo posto nella classifica marcatori del girone con Mastronunzio (miglior realizzatore di sempre nella storia biancorossa con 73 reti); la seconda miglior difesa fra tutti i gironi.

 

Castelferretti – L’ingresso in campo delle squadre: i giocatori sono accompagnati dai giovani della Castelfrettese

Quasi la perfezione. A dimostrazione che quando i progetti nascono sani, disegnati da persone per bene, e realizzati da professionisti che oltre ai denari ci mettono cuore e passione, i risultati si vedono. Arrivano pesanti e prepotenti a sottolineare che il calcio vero è questo: soldi, struttura, professionalità, serietà e cuore.

Oggi, al Ferretti, dopo venti minuti la Castelfrettese era sotto di tre gol: al 3° e al 15° doppietta di Apezteguia, al 20° Massei. Con i padroni di casa che solo al 26° sono riusciti ad inquadrare per la prima volta la porta dorica. Non è questione di demerito, incapacità o mancanza di gioco, è che questa Anconitana è un’astronave adatta a solcare ben altri universi. Per struttura, per individualità, per tasso tecnico, per mentalità.

Castelferretti – Un momento di esultanza dei giocatori dorici

Se così non fosse, e ormai è lapalissiano, non li porti a casa certi numeri. E dal momento che oggi i dorici hanno diviso equamente il bottino sui due tempi, vanno ricordate a onor di cronaca anche le tre segnature della seconda frazione di gioco: al 49° Storani, al 64° Cesaroni, al 91° Mastronunzio. Già, ancora lui, la Vipera. Di solito il mister lo sostituiva prima del termine degli incontri, per omaggiarlo dell’applauso dei tifosi. Oggi è rimasto fino alla fine. «Lui vuole segnare ad ogni partita – spiegherà Lelli in sala stampa – oggi, non avendo segnato prima dello scadere, se lo sostituivo me la sarei vista brutta».

E alla fine ha avuto ragione lui, perché il gol l’ha fatto. In pieno recupero ma l’ha fatto.

Adesso restano pochi giorni per il prossimo incontro. Si giocherà sabato 23 dicembre alle 14.30 al Del Conero dove arriverà il Belvedere.

L’intervista a mister Lelli in sala stampa

Castelfrettese: Marziani, Giacometti, Quercetti, Fratesi, Papa, Principi, Capotondo, Amagliani, Palloni, Lazzarini, Shoefanaku. Panchina: Cremonesi, Eusebi, Guarino, Boria, Gabrielli, Ferretti, Campanile. Allenatore: Catani

Anconitana: Lori, Brasili, Cesaroni, Rossi, Della Spoletina, Mandorino, Massei, Strano, Mastronunzio, Storani, Apezteguia. Panchina: Ruspantini, Polenta, Cardoso, Colombaretti, Pucci, Fabrizi. Allenatore: Marco Lelli.

Arbitro: sig. Steeve Belli, Pesaro

Reti: 3° e 15° Apezteguia (A), 20° Massei (A), 49° Storani (A), 64° Cesaroni (A), 91° Mastronunzio (A);

Angoli: 5 (A) – 2 (C)

Ammoniti: Amagliani (C) .

Recupero: P.T. 0 – 2T 3’

Spettatori: 400 circa

Prossima gara: Anconitana – Belvedere sabato 23 dicembre ore 14.30


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo