MAROTTA - ANCONITANA 0 : 4

Anconitana bella e generosa sul neutro di Osimo

I dorici superiori al Marotta in tutti i reparti

Campo neutro Stadio Diana – Osimo

Prima Categoria girone B

Osimo – Era da tempo che non ci si divertiva così come oggi nel seguire una partita dei dorici. Marotta-Anconitana, nel neutro del Diana osimano, non è stata una partita di prima categoria. I ventidue in campo hanno dato spettacolo dal primo all’ultimo minuto, vuoi per i gol biancorossi, vuoi per la grinta di un Marotta mai domo.

Certo, quattro “griglie” aiutano a rendere positivo il giudizio finale, ma va detto che i dorici hanno giocato bene in tutti i reparti. E, per non far torto a nessuno, diremo che il migliore in campo è stato proprio Falcinelli, l’estremo difensore del Marotta: in almeno tre occasioni ha evitato un passivo da tennisti per i suoi.

Osimo – Il gol di Marengo che porta l’Anconitana in vantaggio (foto Max Serenelli)

Due gol nel primo tempo e due nel secondo per i biancorossi, a testimonianza di un impegno e di una regolarità davvero invidiabile. Il primo lo firma Marengo al 12° con un preciso diagonale dalla sinistra appena dentro il vertice dell’area. Il secondo, al 37°, ad opera di Apezteguia: l’Anconitana parte dalla propria area con un’azione tutta di prima, il cubano, a centro area avversaria spalle alla porta, viene smarcato con precisione, giravolta e palla in rete. Per il Marotta da registrare solo una grande occasione al 41°, quando Angiolani è costretto ad un’uscita disperata sulle gambe dell’avversario.

Osimo – I dorici festeggiano subito dopo il gol di Apezteguia (foto Max Serenelli)

Si va al riposo accompagnati dai canti degli ultrà che non hanno mai smesso d’incitare i propri beniamini.

Nella ripresa, il Marotta parte convinto e subito reclama un rigore, ma la moviola di èTv dice che non c’è. Da qui in poi la partita viene gestita dai dorici senza patemi. Anche perché al 53° Apezteguia e Mastronunzio dialogano in velocità, entrano in area avversaria, il primo smarca il secondo che insacca perentorio il 3 a 0. Al 61° ci prova anche Tantucci al volo da fuori area con un tiro micidiale da cineteca che si insacca nel sette alla destra di Falcinelli, ma l’arbitro annulla per un fuorigioco che probabilmente ha visto solo lui.

Osimo – Il gol dello 0 – 3 di Mastronunzio (foto Max Serenelli)

La partita scorre via piacevole e c’è ancora tempo, al 92°, per arrotondare ulteriormente il risultato sul 4 a 0 grazie ad un destro preciso di Pucci.

Marotta – Anconitana 0 : 4

Osimo – La gioia dei dorici di fronte alla curva (foto Max Serenelli)

Marotta: Falcinelli, Donati, Pacenti, Errady, Cucchi, Sebastianelli, Ricci, Portavia, Tanfani, Agostinelli, Donini; panchina: Mazzanti, Tomassini, Caporaletti, Fucicini, Paolini, Manfrini, Mezzotero; all. U. De Filippi.

Anconitana: Angiolani, Brasili, Cesaroni, Rossi, Colombaretti, Bartoloni, Tantuccio, Marengo, Mastronunzio, Valdes, Apezteguia; panchina: Ruspantini, Polenta, Fabrizi, Massei, Pucci, Fernandes Cardoso; all. M. Lelli

Reti: 1° T. 12’ Marengo, 37’ Apezteguia, 2° T. 53’ Mastonunzio, 92’ Pucci.

Arbitro: Gianluca Cardelli, Pesaro

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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