FANO - ANCONA 1 : 1

Ancona sprecona pari e patta a Fano

Lega Pro girone B

I tifosi dorici a Fano. Nonostante tutte le difficoltà loro ci sono sempre (foto Massimiliano Serenelli)
I tifosi dorici a Fano. Nonostante tutte le difficoltà loro ci sono sempre (foto Massimiliano Serenelli)

FANO (4-3-1-2): Menegatti; Lanini, Torta, Ferrani, Taino (30’st Cazzola); Gualdi, Bellemo, Gabbianelli (26’st Zullo); Borrelli; Gucci, Masini (39’st Ingretolli). A disp.: Andrenacci, Zigrossi, Di Nicola, Carotti, Favo, Sassaroli, Zupo, Camilloni, Schiavini. All. Cusatis

ANCONA (4-2-3-1): Scuffia; Barilaro, Moi, Ricci, Malerba; Zampa (38’st Bambozzi), Agyei; De Silvestro (20’st Voltan), Bariti (15’st Falou Samb), Frediani; Momentè. A disp: Rossini, Daffara, Kostadinovic, Tassoni, Forgacs, Gelonese, Djuric, Battaglia, Montagnoli. All. Brini

ARBITRO: Pietropaolo di Modena

MARCATORI: 41’pt Masini, 19’st Falou Samb

AMMONITI: Momentè, Masini, Gucci

ESPULSI: 10’st Cusatis per proteste.

NOTE: spettatori 2100, 374 ospiti

Un’ottima, ma sprecona, Ancona è uscita con un punto dal “Mancini” di Fano. Gli uomini di Brini hanno dominato il primo tempo, che però hanno chiuso incredibilmente sotto di un gol a causa dell’unico tiro in porta dei padroni di casa, mentre i dorici hanno gettato al vento un’occasione clamorosa con Frediani e colpito due traverse con De Silvestro. Nella ripresa l’Ancona è calata, ma un guizzo di Falou Samb ha evitato la sconfitta.

Il colpo di testa di De Silvestro si stampa sulla traversa (foto Massimiliano Serenelli)
Il colpo di testa di De Silvestro si stampa sulla traversa (foto Massimiliano Serenelli)

La cronaca. E’ partita fortissimo l’Ancona, già al 1’ Frediani ha impensierito Menegatti con un tiro dal limite. Lo stesso Frediani che, al 13’, ha incredibilmente sprecato un’occasione a tu con il portiere granata. Ma sono le due traverse colpite da De Silvestro a cavallo della mezzora a gridare vendetta: in entrambe le occasioni l’esterno biancorosso aveva colpito di testa, ma i legni gli hanno detto di no. E siccome il calcio ti punisce se non concretizzi, il Fano è passato in vantaggio al 41’: cross di Borrelli dalla sinistra, sponda di Gualdi e rete di testa di Masini a pochi passi da un incolpevole Scuffia.

Nella ripresa le due squadre si sono equivalse, la differenza l’hanno fatta gli attaccanti. Quello dell’Ancona, il subentrato Falou Samb, ha realizzato il gol del pareggio con una splendida azione personale conclusa con il cucchiaio al portiere (minuto 19), mentre quello del Fano, Gucci, ha malamente ciabattato una clamorosa palla gol al minuto 25. La partita è praticamente terminata qui. L’Ancona sale a 10 punti con il quarto risultato utile consecutivo, mentre il Fano rimane penultimo a quota 6.

Il pareggio di Samb (foto Massimiliano Serenelli)
Il pareggio di Samb (foto Massimiliano Serenelli)

SALA STAMPA

Brini: “I ragazzi sono stati straordinari, avremmo anche potuto vincere con un po’ più di cattiveria nei pressi della porta, ma come fai a dire qualcosa alla squadra? Lavoriamo in condizioni impossibili, ogni mattina sul web ci sono le novità societarie e non posso proibire loro di leggerle, non sono Guardiola. Dovete tutti fare un grande applauso ai ragazzi”.

Ricci: “Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, che dovevamo chiudere in vantaggio ed invece siamo andati sotto. Grande reazione nella ripresa, abbiamo recuperato una partita che non meritavamo assolutamente di perdere, anzi ci va stretto anche il pareggio. Speriamo che la società risolva la situazione degli stipendi e ci sia un futuro meno problematico”


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi