ANCONA - VENEZIA 0 : 1

Ancona ancora sotto: un tiro un gol

ANCONA (4-4-2): Rossini; Barilaro, Moi, Ricci, Forgacs; De Silvestro (35’st Montagnoli), Zampa, Agyei (31’st Djuric), Frediani (31’st Bariti); Momenté, Falou Samb.  A disp.: Scuffia, Daffara, Malerba, Tassoni, Gelonese, Battaglia, Bambozzi, Ascani.  All. Brini

VENEZIA (4-4-2): Facchin; Baldanzeddu, Modolo, Domizzi, Garofalo; Fabris, Pederzoli, Bentivoglio, Marsura (46’st Cernuto); Geijo (23’st Pellicanò), Ferrari (28’st Moreo). A disp.: Sambo, Luciani, Galli, Soligo, Tortori, Stulac, Edera, Acquadro, Vicario. All. Inzaghi.

ARBITRO: Valiante di Salerno

MARCATORI: 21’st Marsura

AMMONITI: De Silvestro, Agyei, Zampa

ESPULSI: 29’pt Garofalo, 3’st Inzaghi dalla panchina, 42’st Momentè, 45′ st Baldanzeddu, 47’st Moreo

NOTE: spettatori 1731, angoli 6-3

Una ripartenza del Venezia
Una ripartenza del Venezia

Vorrei, ma non posso. Questa è la sintesi dell’Ancona vista in campo contro il Venezia: tanta buona volontà, tanto impegno, ma zero risultati. I lagunari di Pippo Inzaghi (ingiustamente espulso all’inizio della ripresa), hanno portato via dal Del Conero l’intera posta in palio con il minimo sforzo, un tiro un gol.

Per  contro, la squadra di Brini ha avuto nel primo tempo un paio di nitide occasioni per passare in vantaggio, ma prima Momentè poi De Silvestro non le hanno sfruttate a dovere: clamoroso l’errore dell’esterno a pochi metri dalla porta sguarnita.

I biancorossi hanno avuto anche il vantaggio della superiorità numerica per un’ora, ma è proprio in questo frangente che gli ospiti hanno dimostrato di essere una squadra solida e assolutamente una delle favorite per il salto diretto in serie B: il Venezia, dopo aver metabolizzato l’espulsione di Garofalo, colpevole di aver colpito Barilaro a gioco fermo, non ha mai rischiato di prendere gol se si eccettua la doppia occasione di cui sopra.

L'espulsione di Pippo Inzaghi
L’espulsione di Pippo Inzaghi

Inzaghi ha pensato a non prenderle poi, resosi conto che l’Ancona non avrebbe creato grattacapi particolari, ha alzato il baricentro dei suoi che hanno colpito al 21’ del secondo tempo: gran palla di Geijo nello spazio per Marsura, che ha bruciato Barilaro ed insaccato in diagonale. La partita praticamente è finita qui se non fosse stato per il signor Valiante che ha deciso di ergersi protagonista totale cacciando prima un nervosissimo Momentè (brutto gesto dell’attaccante che si è strappato la maglia all’atto dell’espulsione stile Hulk Hogan), poi Baldanzeddu e Moreo per peccati assolutamente veniali: una partita correttissima che si è conclusa dieci contro otto…

Al novantesimo fischi per tutti, in particolare per il presidente David Miani che è stato “invitato” ad andarsene: una contestazione annunciata, soprattutto dopo che la società ha ammesso di non aver pagato gli stipendi di agosto entro la scadenza fissata. Ora, per non incorrere in penalizzazioni, bisogna saldare il dovuto ai giocatori entro il 16 ottobre.

SALA STAMPA

Miani: “Brutta sconfitta, ma oggi non posso rimproverare nulla ai ragazzi che hanno dato l’anima. In settimana abbiamo stretto un patto, la società farà di tutto per onorare le scadenze e la squadra deve sempre dare il massimo. Novità? No, ancora no”

Brini: “Sono molto deluso per i ragazzi, perché non meritavano di perdere. Abbiamo avuto diverse occasioni per poter segnare, poi come al solito prendiamo gol al primo errore. Dobbiamo solo lavorare e sono sicuro che prima o poi vedremo i frutti delle nostre fatiche”

Inzaghi: “Una vittoria straordinaria in un campo infame in cui non si può giocare a calcio, faccio i complimenti alla mia squadra che è stata meravigliosa. Avevo paura di un calo dopo l’impresa di Parma, ma anche oggi abbiamo dimostrato di poterci togliere delle soddisfazioni. Potevamo evitare le espulsioni, sono errori che nel corso della stagione possono costarci caro, ma non è stata una partita cattiva: quattro rossi sono esagerati”.

di Claudio Marconi

LA NOTA

Miani contestato platealmente dalla curva. Chiunque altro, al suo posto, avrebbe già tolto il disturbo. Dopo lo sfacelo della sua gestione e degli amici di Sosteniamolancona, non si capisce per quale motivo stia ancora lì. “In settimana ho parlato con i ragazzi – dichiara in sala stampa – e ho detto loro che non li lasceremo soli. Sappiamo benissimo quello che dobbiamo fare e lo faremo”. Un ritornello che l’attuale presidente va ripetendo da troppo tempo. Peccato che l’unica cosa saggia da fare, lui non la prenda neppure in considerazione.

Mister Brini, come da copione e da contratto, difende i suoi ragazzi. “Questo abbiamo e con questo dobbiamo lavorare per migliorare quanto più possibile”, ha rimarcato. Il viso mesto di chi forse proprio non se l’aspettava di trovare ad Ancona una tale situazione.

Nei corridoi dei sotterranei del Del Conero, abbiamo visto aggirarsi un silenzioso Ranieri, presidente onorario del club dorico. Non ha parlato in sala stampa, ma ha ascoltato tutto ciò che lì veniva sciorinato, con l’espressione vacua di chi si domanda: ma io, qui, che ci stò a fare? Cellulare fisso all’orecchio e sguardo basso. L’ha alzato solo una volta quello sguardo, per seguire, avido, l’uscita di Pippo Inzaghi. Lassa stà, presidè, quella nun è robba pè noialtri.

Pippo Inzaghi, in sala stampa, elogia i suoi giocatori nonostante le tre espulsioni patite
Pippo Inzaghi, in sala stampa, elogia i suoi giocatori nonostante le tre espulsioni patite

Ultima nota dedicata proprio a mister Inzaghi. Gongolava come pochi, Pippo, mentre elogiava i suoi ragazzi. Completo scuro alla moda, camicia bianca, cravatta scura e pelle scura abbronzata dal sole. C’è poco da fare, lo stile non è acqua. Abbiamo chiesto ad un collega veneziano chi fosse la proprietà della squadra della Serenissima. “Boh –  è stata la risposta – abbiamo provato a capirlo ma non si è cavato un ragno dal buco”. Ma almeno, pagano gli stipendi? abbiamo insistito. “Puntualissimi!” la risposta.

Hai capito, Raniè?


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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