Sirolo più bella e pulita con l’addetto alla bellezza

Per tutta l’estate un operatore ecologico ripulirà giornalmente le strade e i viottoli che conducono alle spiagge

Sirolo, 18 luglio 2020 – Parte oggi nella Perla dell’Adriatico l’innovativo servizio di pulizia con l’addetto alla bellezza. Ogni giorno, per tutta l’estate, un operatore ecologico si occuperà di raccogliere esclusivamente le cicche di sigarette, i tovagliolini di carta ed i piccolissimi oggetti, come ad esempio le mascherine chirurgiche, piccoli contenitori ecc., caduti o abbandonati nelle strade e nei viottoli che conducono alle spiagge.

Per il sindaco Filippo Moschella, promotore della lodevole innovazione insieme a tutta la Giunta: «L’iniziativa è unica nel suo genere, perché serve ad aumentare la percezione della pulizia pubblica da parte dei cittadini e dei visitatori, contrastando il problema mai risolto della raccolta dei piccolissimi oggetti dalle strade o nei verdi sentieri che conducono al mare pulito e cristallino. Contemporaneamente, vengono eliminati piccoli oggetti inquinanti come plastiche e filtri delle sigarette, potenzialmente in grado di deteriorare il territorio naturale e il mare».

Filippo Moschella, sindaco di Sirolo

Il primo cittadino fa sapere che a oggi Sirolo ha fatto registrare il tutto esaurito nelle spiagge, nei locali commerciali e nei parcheggi, dove ogni giorno si alternano migliaia di persone rispettose della natura intatta che le circonda. Purtroppo, una minima parte di visitatori abbandona piccoli rifiuti che è quasi impossibile raccogliere con i mezzi meccanici e il normale passaggio degli operatori ecologici, da qui l’idea dell’addetto alla bellezza per dare la corretta sensazione di pulizia.

«In una località d’eccellenza come Sirolo – ha ribadito il Sindaco – che punta al turismo ecosostenibile di qualità, non si può fare a meno di un servizio che cura i dettagli dell’ambiente naturale. In campagna elettorale avevo promesso una Sirolo più bella e pulita, oggi ho raggiunto l’obiettivo».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo