Sirolo dichiara guerra alle vongolare

Inviata una richiesta di inibirne la pesca a ridosso della costa al presidente della Regione Marche e alla Capitaneria di Porto di Ancona

Sirolo – Il sindaco Misiti dichiara guerra alle vongolare, imbarcazioni da pesca tipiche dell’Adriatico centro-nord, caratterizzate da un grosso “rastrello” a prua che ara il fondo del mare e raccoglie vongole e altri molluschi. Un danno questo tipo di pesca, a detta degli Amministratori locali, non solo all’ecosistema marino ma pure all’economia turistica della Riviera del Conero

Una tipica imbarcazione adibita alla pesca delle vongole

Diverse le osservazioni e i punti che compongono la delibera inviata al presidente della Giunta regionale e alla Capitaneria di Porto di Ancona:

  • le notorie conseguenze distruttive per l’habitat marino della pesca alle vongole;
  • pesca effettuata con la turbosoffiante, che distrugge tutto ciò che si trova sul fondo del mare;
  • danni provocati a tutte le attrezzature di chi pratica la piccola pesca;
  • immagine di Sirolo rovinata dal danno provocato alla qualità dell’acqua del mare, che rimane torbida per giorni;
  • l’avvenuta concessione per la zona Ancona – Musone, da parte della Regione e organi di controllo (Capitaneria di Porto e altre forze dell’ordine) ,dell’autorizzazione della pesca per il periodo aprile-maggio-giugno;
  • il fatto che la pesca delle vongole in tale periodo, oltre a provocare danni incommensurabili per l’ambiente marino, danneggia l’economia turistica di Sirolo e dell’intera Riviera del Conero.
Schema di pesca alle vongole

Tenendo oltretutto in conto che il compartimento di Civitanova Marche ha opportunamente fermato la pesca delle vongole per il periodo di aprile-maggio.

Per tutte queste osservazioni, ed altre di natura commerciale e turistico-balneare, la Giunta sirolese all’unanimità ha chiesto al presidente della Regione Marche e alla Capitaneria di Porto di Ancona di inibire, nel periodo maggio-settembre, la pesca delle vongole a ridosso della costa della Riviera del Conero invitando i due Enti ad un puntuale e fattivo intervento in merito.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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