Rafforzati i rapporti fra Parco del Conero e Capitaneria di Porto

Dopo l'ultimo incontro avvenuto tra il presidente del Parco Daniele Silvetti il direttore Marco Zannini e l'Ammiraglio della Guardia Costiera Enrico Moretti

Sirolo, 5 giugno 2021 – Parco del Conero e Capitaneria di Porto in sinergia per la tutela dell’habitat marino. L’incontro avvenuto tra presidente e direttore dell’Ente Parco, Daniele Silvetti e Marco Zannini, e l’Ammiraglio Enrico Moretti è servito a rafforzare il rapporto di collaborazione istituzionale.

Dopo un primo aggiornamento sulle problematiche relative alla tutela dell’ambiente marino, i vertici di Parco e Guardia Costiera hanno colto l’occasione per verificare un approfondimento sugli strumenti normativi che regolano la disciplina.

da sx: Daniele Silvetti, presidente Ente Parco del Conero;  l’Ammiraglio Enrico Moretti; Marco Zannini, direttore Parco del Conero

«Il Parco del Conero sta già affrontando una fase di revisione degli strumenti normativi interni – ha spiegato il presidente Daniele Silvetti – infatti stiamo per apportare delle sostanziali modifiche al Piano e al Regolamento. In quest’ottica, abbiamo ritenuto necessario confrontarci con l’ente di tutela della sicurezza e dell’habitat marino per migliorare la qualità e l’operatività del rapporto che lega Parco e Guardia Costiera. Ringraziamo l’Ammiraglio Moretti per aver accolto la nostra richiesta di collaborazione. Intendiamo proseguire con le azioni in sostegno della salvaguardia del nostro mare e delle aree costiere».

L’incontro ufficiale, ha dato seguito alla precedente collaborazione tra Parco del Conero e Guardia Costiera in occasione dell’iniziativa Blue Resilience, che si è tenuta lo scorso 28 maggio a Portonovo nella zona del Trave.

L’attenzione alle problematiche relative alla salute dell’ambiente marino è uno degli asset che fa parte del piano strategico degli interventi del Parco del Conero.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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