Ente Parco, gestione cinghiali: in crescita gli abbattimenti

Prosegue l’attività di contenimento dei cinghiali nell’area del Conero. L’Ente Parco implementa la task force di trappolatori attraverso un bando. 50 i candidati

Sirolo, 5 febbraio 2021 – Superato l’obiettivo di prelievo dei cinghiali previsto dall’Ente Parco del Conero. Per il periodo agosto 2019-luglio 2020 era stato fissato un traguardo di 150-200 capi prelevati, soglia superata di gran lunga con il raggiungimento di 316 prelievi (trappolamenti inclusi).

Solamente sull’anno 2020 sono stati abbattuti 295 capi, un sensibile incremento rispetto ai 270 dell’anno precedente (+9,3%), tenuto conto del lockdown che tra marzo e maggio ha impedito il prosieguo dell’attività di abbattimento. Proprio a causa di questo stop imposto dall’emergenza pandemica, contestualmente ad una minore attività umana sul territorio, la popolazione di ungulati presente sul Conero ha potuto espandere il proprio raggio di interazione col centro urbano avvicinandosi anche alle zone abitate.

Pertanto, gli avvistamenti di fauna selvatica vagante, tra cui anche i cinghiali, segnalati dai residenti negli ultimi mesi sono da considerarsi una diretta conseguenza della limitazione delle attività umane.

Relativamente alle azioni di prevenzione degli investimenti della fauna selvatica, tra il 2019 ed il 2020, il Parco ha potenziato i sistemi di avviso agli automobilisti del pericolo della presenza di fauna vagante lungo i tratti della rete viaria ritenuti più critici ed ha istallato sistemi di dissuasione all’attraversamento della fauna notturna in coincidenza dell’avvicinamento di autoveicoli.

In particolare, nel periodo in esame risultano installati 233 dissuasori ottici (catarifrangenti), 229 segnalatori di margine di carreggiata (catarifrangenti rivolti verso l’esterno della strada), e 23 cartelli segnaletici di avviso di attraversamento di fauna selvatica; oltre allo svolgimento della campagna di sensibilizzazione Io sono il Parco per una più consapevole, attenta e prudente guida all’interno di un’area protetta.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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