Ente Parco e Comune di Sirolo verso la riapertura del Passo del Lupo

Volontà politica e studio tecnico sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il tracciato, dal Punto della Croce fino alla spiaggia, è interdetto dal 2005

Sirolo, 9 aprile 2021 – Il punto di svolta è arrivato. L’Ente Parco del Conero esprime la più netta e chiara volontà politica di procedere verso la riapertura del sentiero considerato tra i più suggestivi e ambito dagli escursionisti. Dello stesso parere il Comune di Sirolo che, in un’ottica di maggiore offerta sul piano turistico, aveva già avviato un approfondimento della questione dal punto di vista legale, per valutare l’obiettivo finale della riapertura in sicurezza.

Sirolo – Il sentiero del Passo del Lupo

Il primo studio di fattibilità espletato dal Parco del Conero ha dato esito positivo in merito alla fruizione del percorso panoramico, ma con gli opportuni accorgimenti e limitazioni da concordare. Infatti, la parte del percorso che dal Punto della Croce conduce alla spiaggia è piuttosto pericolosa ed esposta, adatta solo ad escursionisti esperti e attrezzati nella maniera più opportuna ad affrontare un camminamento di montagna (caschetto, imbracature di sicurezza, moschettoni, scarpe da trekking).

«Un segnale importante che conferma l’intenzione dell’attuale amministrazione dell’Ente Parco di dare seguito ad opere che interessano la comunità, il territorio e tutti coloro che fruiscono dell’area naturale del Conero – dice il presidente Daniele Silvettila futura riapertura del Passo del Lupo è non più solo un impegno che ci siamo assunti, ma una ferma volontà politica che ha già avviato il suo percorso verso il raggiungimento dell’obiettivo».

Sirolo – Il sindaco Filippo Moschella, il presidente dell’Ente Parco Daniele Silvetti, il direttore del Parco del Conero Marco Zannini

Sulla stessa linea, ma con più cautela, il primo cittadino sirolese. «Anche dal nostro punto di vista, la volontà politica di perseguire l’obiettivo della riapertura del Passo del Lupo è ben delineata – afferma il sindaco Filippo Moschella, aggiungendo un distinguo – ma sul piano tecnico, seppure lo studio di fattibilità non ponga questioni avverse, c’è ancora molto da fare. Dunque, vorrei sottolineare che il sentiero che conduce alla spiaggia delle Due Sorelle di Sirolo, tra i più suggestivi del nostro territorio, al momento resterà ancora interdetto».

In sostanza ci vorrà ancora un lasso di tempo, oggi non definibile, prima di poter rimuovere il divieto di accesso che impedisce agli escursionisti di percorrere il sentiero; un divieto che persiste dal 2005. Ma il fatto che si sia finalmente dato avvio ufficialmente all’intenzione di rimuovere l’interdizione segna un punto di svolta, e un cambio di passo in piena sinergia tra Ente Parco e Comune di Sirolo.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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