Pista ciclopedonale osimana fruibile anche in notturna

Partiti i lavori per illuminare il nuovo tratto per una spesa di 30mila euro. Altri 100mila euro destinati alla realizzazione di un percorso lauretano lungo il Musone

Osimo, 19 aprile 2021 – Il sindaco Simone Pugnaloni immagina che il futuro sarà su due ruote: “più leggero, sostenibile, bello”.

«Vi do una buona notizia – ha scritto questa mattina il primo cittadino osimano sulla sua pagina social – come da programma elettorale, abbiamo iniziato proprio in questi giorni l’installazione dell’illuminazione pubblica lungo la pista ciclopedonale nel nuovo tratto fra il parco VerdEnergia e la zona delle fontanelle della Girardengo. 30mila euro l’investimento complessivo per rendere la pista fruibile anche in notturna. Dopo i lunghi mesi di solitudine domestica, vogliamo davvero che possiate tornare a godere appieno di tutti i nostri spazi all’aperto».

Altra buona notizia: il progetto il “Cammino delle famiglie” sta prendendo forma.

«100 mila euro complessivi finanziati dalla Regione – spiega Pugnaloni – su iniziativa dell’associazione marchigiana Ricerche e studi sulla tradizione popolare e della Delegazione Pontificia di Loreto, per la realizzazione di un percorso lauretano lungo il fiume Musone. La prima, delle 14 stazioni previste, verrà realizzata proprio nella zona della pista ciclabile Girardengo, in Via Cagiata, dove si trovano le fontanelle dell’acqua e il nuovo ponticello di legno».

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni

La realizzazione dell’edicola sacra sarà affidata all’associazione del Covo di Campocavallo. Il Comune, per consentire l’avvio dei lavori: «ha chiesto e ottenuto il comodato d’uso gratuito per 99 anni dell’area in questione, circa 900 metri quadrati di proprietà della stessa Delegazione Pontificia».

Per Pugnaloni l’obiettivo è iniziare i lavori entro pochi mesi. «Nella stessa area, entro l’estate, sorgerà una stazione di noleggio e-bike; e nuovi servizi igienici che sostituiranno quelli chimici, rimossi dopo una serie di atti vandalici. L’intervento verrà realizzato da un privato come opera di miglioria nell’ambito di una urbanizzazione prevista proprio lungo Via Cagiata».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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