Osimo – Presentato il progetto “Energicamente”

Questa mattina, Estra e Legambiente all’insegna dello Smart living, in-novativo percorso ludico didattico per 60 istituti marchigiani

Osimo – Meno sprechi, più risparmi, più fai bene al pianeta: l’uso intelligente dell’energia è lo strumento più prezioso per combattere gli effetti dei cambiamenti climatici. Questo è il principale messaggio che la multiutility italiana Estra e Legambiente hanno lanciato questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Estra Prometeo di Osimo con Energicamente, il progetto che si propone di avvicinare i ragazzi alle diverse dimensioni dello Smart Living attraverso un innovativo percorso ludico didattico da fare in classe.

Osimo – Da sinistra: Giulia Sestilli resp. campagne Legambiente Marche, Francesca Pulcini presidente Legambiente Marche, Marco Gnocchini presidente Estra Prometeo, Chiara Saccomanno responsabile comunicazione Estra Prometeo.

All’iniziativa hanno già aderito oltre 60 scuole marchigiane e circa 300 a livello nazionale, per un totale di quasi 12.000 alunni. Energicamente comprende anche corsi di formazione per gli insegnanti e un’iniziativa di alternanza scuola-lavoro per gli studenti delle secondarie di II grado delle province di Ancona, Ascoli Piceno, Arezzo, Prato e Siena.

«Energicamente vuole diffondere nelle scuole le buone pratiche di risparmio energetico per un futuro più sostenibile – ha sottolineato Marco Gnocchini, presidente Estra Prometo – quest’anno il progetto fa un salto di qualità perché all’insegna della digitalizzazione e di nuove tecniche di apprendimento in ambienti ad alto livello di tecnologia».

Per Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche «Il percorso punta a rafforzare le competenze scientifiche e tecnologiche dei ragazzi e, nello stesso tempo, quelle di una cittadinanza sempre più attiva e responsabile».

Chiara Saccomanno responsabile della comunicazione di Estra Prometeo ha poi illustrato insieme alla responsabile della campagna di Legambiente Giulia Sestili i dettagli dell’iniziativa rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado, chiamate a sviluppare contenuti sulle buone pratiche di risparmio energetico e partecipare al concorso di merito Energia in Squadra.

Il progetto Energicamente

  • Il percorso ludico didattico per le scuole primarie e secondarie di I grado, a cui si sono già iscritti più di 60 istituti nelle Marche e 300 in tutta Italia, per un totale di circa 12.000 alunni.
  • La formazione per gli insegnanti, che offre un supporto metodologico alla progettazione, gestione e valutazione del percorso ludico didattico, promuovendo competenze di cittadinanza.
  • L’alternanza scuola-lavoro per le secondarie di II grado delle province di Ancona, Ascoli Piceno, Arezzo, Prato e Siena. Il progetto, della durata di 30 ore, coinvolgerà complessivamente 150 studenti con l’obiettivo di sensibilizzarli e formarli sui temi energetici di maggiore attualità, orientando anche le professionalità esistenti nel campo della green economy.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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