Osimo – Il Centro del Riuso festeggia due anni

I dati sull’attività svolta nell’isola ecologica di San Biagio dal 19 settembre 2015

Osimo –  Il Centro del Riuso Astea ha festeggiato ieri due anni di vita, e lo ha fatto con numeri importanti. Dai dati forniti dall’operatore responsabile, che si riferiscono al periodo 19 settembre 2015 – 15 settembre 2017, si evince che il numero di utenti “conferitori” è stato di 6.512, quello di utenti “prelevatori” 6.728.

Osimo – Gli uffici di Astea, gestore del Centro del Riuso di San Biagio

Dopo il boom iniziale i dati si sono assestati, ma hanno permesso di esporre nel Centro di San Biagio 20.310 pezzi da recuperare, pari a 140.984 chilogrammi. Per quanto riguarda il materiale uscito e dunque effettivamente riusato dall’utenza, i pezzi prelevati sono stati 14.857, pari a 113.622 kg. Le giacenze scadute e dunque smaltite sono state di 5.092 pezzi pari a 21.041 kg di rifiuti, mentre i pezzi attualmente in giacenza sono 361 che equivalgono a 6.321 kg.

Una parte del materiale conferito al Centro di via Oscar Romero, in particolare stufe elettriche e giochi per le scuole materne e asili nido, è stato consegnato l’anno scorso alle popolazioni terremotate residenti a Pescara del Tronto.

Alcuni elettrodomestici, ancora in buone condizioni, sono stati conferiti da Astea alla Asso, per essere utilizzati nelle scuole elementari, mentre monitor, computer e giochi vari sono stati  consegnati invece alle scuole medie.  «Ma anche le libere Associazioni presenti in città hanno beneficiato del recupero di mobili da adibire alle proprie sedi – ricorda il direttore generale Massimiliano Belli – Un’esperienza positiva, quella del Centro Riuso al termine dei primi due anni di attività».

Il magazzino del centro Ri-Uso di San Biagio di Osimo

Tra gli oggetti conferiti dagli osimani utenti Astea,  oltre a mobili, sedie, lampadari, piccoli elettrodomestici, stoviglie, pc, videogiochi, ci sono anche molti libri, oggettistica per bambini, passeggini, giocattoli, calzature e perfino, l’inverno scorso, un albero di Natale in plastica da poter riusare.

Grande successo hanno ottenuto in particolare gli oggetti per i bambini, poco consumati e ben riutilizzabili. Tutti gli utenti, sia chi conferisce, sia chi ritira, devono presentarsi con un documento d’identità così da permettere ad Astea di svolgere un monitoraggio costante su chi frequenta il Centro. Il regolamento consente infatti ai cittadini osimani soltanto due prelievi al mese per un massimo di cinque pezzi a ogni ritiro, ad esclusione di chi opera nel settore commerciale del riuso.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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