Approvata la realizzazione del tratto osimano della ciclovia Valmusone

Collegherà la città al mare grazie ad un contributo regionale di 650mila euro

Osimo, 22 aprile 2020 – “Siamo fieri di aver approvato proprio oggi, nella Giornata Mondiale della Terra, un’importante variazione di bilancio che ci permetterà di realizzare entro il 2021, grazie a un contributo regionale di 650 mila euro, il tratto osimano della ciclovia Valmusone, un percorso interamente ciclabile che collegherà la nostra città al mare, connettendosi così con la futura Ciclovia Adriatica”.

Si apre così il comunicato del Pd di Osimo dopo il voto  favorevole di oggi in Consiglio Comunale – all’unanimità, maggioranza più opposizioni presenti – che dà il via libera all’opera, primo passo per poter poi partire con l’affidamento del Progetto esecutivo, il bando di gara e infine l’inizio dei lavori. Con termine previsto entro il 2021.

Osimo – L’assessore Michela Glorio

Raggiante l’assessore Michela Glorio che lavora da 4 anni a questo progetto che prevede un tracciato complessivo di 70 chilometri, toccando tutti i Comuni che insistono lungo il fiume Musone, da Porto Recanati a Santa Maria Nuova, con i quali sono stati sottoscritti, negli anni, dei protocolli di intesa e che vedono in Osimo il Comune capofila.

Un bellissimo percorso che collegherà l’entroterra alla costa, dalla sorgente alla foce del Musone, passando attraverso la sua valle, con le sue campagne e le sue terre ricche di storia.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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