A Osimo la raccolta differenziata supera il 75%

Astea dà i numeri che sottolineano l’ottimo andamento dei vari conferimenti degli utenti nei primi otto mesi dell’anno

Osimo, 24 settembre 2018 – 3.111.540 chilogrammi di rifiuti urbani e 9.700.725 chilogrammi di rifiuti differenziati sono stati raccolti dagli operatori Astea nei primi otto mesi dell’anno. Per la prima volta la media di raccolta differenziata ha superato il 75%, con un picco del 77 nel mese di aprile e in quello di luglio.

Il report del servizio igiene urbana di Astea fornisce dati incoraggianti al 31 agosto scorso. In quattro dei primi otto mesi del 2018 la media è stata ben sopra la soglia obiettivo del 75%: a marzo si è registrato il 75,68% di differenziata, ad aprile il 77,51 (record assoluto finora), a giugno il 76,72 e a luglio il 77,47.

Osimo – Bidoni per raccolta differenziata contraddistinti da colori diversi in base al rifiuto che devono ospitare

In altri tre mesi è stata sfiorata la soglia obiettivo: a gennaio il 74,93%, a febbraio il 74,87 e maggio il 74,97. Mentre il mese con il dato di raccolta differenziata più basso è stato quello di agosto con il 73,40%, ma si tratta di una mensilità particolare condizionata dal periodo di ferie. C’è dunque grande soddisfazione in casa Astea per un servizio che evidentemente sta dando i suoi frutti. Tanto più se si considera che appena 9 anni fa Astea aveva soltanto il 39,02% di raccolta differenziata, passato al 50% nel 2010 con l’avvio del porta a porta in alcune zone della città di Osimo e poi al 63,8% nel 2011 e al 66,2% del 2012 quando il servizio è stato completato su tutti i quartieri.

Da allora i risultati sono stati sempre in crescendo, con il porta a porta spinto (che contempla anche umido e vetro) che ha garantito nel 2016 il superamento del 70% di differenziata, diventato 73,07 l’anno scorso e, con ogni probabilità, almeno il 75 quest’anno.

A farla da padrone tra i rifiuti differenziati è ovviamente l’umido con un totale registrato fino al 31 agosto di 2.311.210 kg raccolti. Segue la categoria dei rifiuti biodegradabili con 1.768.270 kg, la carta con 1.454.020 kg, gli imballaggi misti con 999.070 kg, quelli di plastica con 795.730 kg, il vetro con 724.180 kg, gli imballaggi di cartone con 423.510 kg e il legno con 309.480 kg.

Osimo – Massimiliano Riderelli Belli, direttore generale Astea

Rilevante anche il dato dei rifiuti ingombranti con 195.570 kg. Ma nel totale dei rifiuti differenziati nei primi otto mesi dell’anno ci sono altre categorie minoritarie per peso, tra le quali l’abbigliamento (43.770 kg), gli apparecchi fuori uso (27.280 kg), le batterie (8.485 kg), gli apparecchi elettronici (47.280 kg) e gli oli vegetali (8.460 kg).

«I cittadini di Osimo – afferma Massimiliano Riderelli Belli, Direttore generale di Astea – continuano a credere nell’importanza della raccolta differenziata. Astea, negli ultimi due anni, ha puntato fortemente su quello che abbiamo chiamato Obiettivo 75 (75 % di raccolta differenziata) e i risultati di questi primi 8 mesi ci fanno ben sperare, con il nostro impegno e quello degli osimani, di poter raggiungere e superare il 75% di raccolta differenziata a fine 2018».

 

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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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