WWF e WFF YOUng hanno ripulito la spiaggia di Marcelli

Raccolti 32 kg di plastica e metalli, 24 kg di indifferenziata, 1,5 kg di carta e 13 kg di vetro

Numana, 13 settembre 2021 – Domenica 12 settembre a Numana si è svolta la terza ed ultima tappa del Tour #MissioneSpiaggePulite nelle Marche di WWF e Calzedonia.

I volontari di WWF e WFF YOUng Marche si sono uniti per ripulire la spiaggia di Marcelli dai rifiuti. All’evento erano presenti 15 volontari che hanno ripulito un’area di circa 150 metri per 50. Sono stati raccolti circa 20 sacchi di rifiuti per un totale di 69 kg. In particolare: 32 kg di plastica e metalli, 24 kg di indifferenziata, 1,5 kg di carta e 13 kg di vetro. Inoltre, sono stati trovati anche rifiuti ingombranti che non potevano essere conferiti nei sacchi né pesati: un ombrellone rotto, due taniche vuote in plastica e un tappetino per yoga. Purtroppo, è stato trovato anche un gabbiano morto con in bocca una lenza.

«Questa era la terza ed ultima tappa dopo quella di Falconara Marittima e Senigallia – hanno riassunto gli organizzatori – Nel complesso è stato un grande successo: nelle tre tappe, in tutto, abbiamo raccolto circa 217 kg di rifiuti, contando solo quelli all’interno dei sacchi».

Lo scopo di questo progetto pensato da WWF Italia è quello di ripulire i litorali e fondali italiani dai rifiuti e in particolare dalla plastica. Ogni anno, finiscono nel Mar Mediterraneo 570 mila tonnellate di plastica con il risultato che, per ogni chilometro di litorale, si accumulano oltre 5 kg di rifiuti plastici al giorno. L’obiettivo è di liberare almeno 1.500.000 mq. delle spiagge italiane dalla plastica e dai rifiuti abbandonati e dispersi.

Calzedonia ha sponsorizzato l’evento offrendo ad ogni partecipante un kit per la pulizia che includeva: una maglietta, uno zainetto, un paio di guanti e un cappellino.

WWF YOUng è la rete che mette in contatto ragazzi e ragazze dai 18 ai 35 anni, provenienti da ogni parte d’Italia, che vogliono unire le forze per proteggere gli ecosistemi naturali e fronteggiare le importanti sfide del futuro: crisi climatica e perdita di biodiversità.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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