Tombolini rilancia la guerra stagionale alla Processionaria del pino

Una lotta senza fine resa obbligatoria a livello nazionale

Numana, 17 febbraio 2021 – Con l’ordinanza n. 2 del 13 gennaio 2021 il sindaco di Numana, Gianluigi Tombolini, rilancia la lotta annuale alla Processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa), sia in aree pubbliche sia in quelle private.

La Processionaria del pino

Le forme larvali di questi insetti infestanti – si legge nell’ordinanza – possono avere effetti sanitari negativi sulle persone che risiedono o frequentano le aree interessate da tale infestazione, in quanto i peli sono fortemente urticanti e pericolosi al contatto, sia cutaneo che delle mucose degli occhi e delle vie respiratorie, soprattutto in soggetti particolarmente sensibili”.

La volontà di debellare la Processionaria è resa obbligatoria su tutto il territorio nazionale, dove è presente, dal D.M. del 30 ottobre 2007 e ogni anno il Ministero della Salute invita ad attivare tutte le misure idonee a monitorare e a contenere e controllare il fenomeno infestante che produce.

Nidi di processionaria fra i rami di un pino

Per rendere davvero efficace la lotta però, non sono sufficienti gli interventi nelle aree pubbliche. Occorre intervenire anche in quelle private con spese a carico dei proprietari. Da qui l’ordine:

A tutti i proprietari di aree verdi e agli amministratori di condominio, che abbiano in gestione aree verdi private sul territorio comunale, di effettuare, entro 15 giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, tutte le opportune verifiche ed ispezioni sugli alberi a dimora nelle loro proprietà, al fine di accertare la presenza dei nidi della Processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa).

Dette verifiche dovranno essere effettuate con maggiore attenzione sulle specie di alberi soggette all’attacco degli infestanti: tutte le specie di pino, in particolare il Pino Silvestre (Pinus sylvestris), Pino nero (Pinus Nigra), Pino strobo (Pinus strobus).

Nel caso in cui, a seguito delle verifiche ed ispezioni, venisse riscontrata la presenza di nidi di Processionaria del pino, gli stessi soggetti dovranno immediatamente intervenire operando la rimozione e la distruzione di tali nidi, rivolgendosi a ditte specializzate”.

Larve di processionaria

Nello specifico:

  • le spese degli interventi sono a totale carico dei proprietari interessati;
  • è vietato depositare rami con nidi di Processionaria nelle varie frazioni di rifiuti a circuito comunale;
  • la violazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza è punita ai sensi dell’art. 7-bis del D. Lgs.  267/2000 con una sanzione amministrativa pecuniaria il cui ammontare varia da un minimo di € 25,00 (venticinque/OO) ad un massimo di € 500,00 (cinquecento/OO);
  • la responsabilità dell’inadempienza all’ordinanza è attribuita a coloro che risultano avere titolo per disporre legittimamente del sito in cui le inadempienze saranno riscontrate;
  • gli agenti della Polizia Locale verificheranno il rispetto dell’ordinanza e procederanno alla stesura del verbale in caso di inadempienza, determinando la relativa sanzione pecuniaria.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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