Scontro Giuseppe Conte/Mirko Bilò sull’area marina protetta del Conero

Il Presidente 5 stelle diventa promotore della battaglia a favore dell'area marina e il vicecapogruppo Lega in Regione gli demolisce le argomentazioni

Numana, 27 maggio 2022 – Lo scorso mercoledì 25 maggio si è tenuto a Jesi, ai margini dell’incontro elettorale della lista Jesi Respira, formazione composta da Verdi e 5 stelle, l’incontro tra il presidente Giuseppe Conte e Gianluca Carrabs e Pier Franceso Corvino di Europa Verde, per sostenere l’istituzione dell’aerea marina protetta del Conero.

Conte si è fatto subito promotore della battaglia. «Proteggere il mare della Costa del Conero non è un’opzione, ma un dovere – ha dichiarato il presidente Conte – d’altronde le aree marine protette nascono in tutto il mondo per tutelare, proteggere e valorizzare quei tratti di mare considerati di maggior pregio proprio come questo bellissimo tratto di costa».

A supportare la dichiarazione del Presidente 5 stelle, anche quella di Pier Francesco Corvino: «Una vera opportunità» – ha sottolineato il co Portavoce di Europe Verde della Provincia di Ancona, in tema di turismo slow e di pesca sostenibile, proponendo una considerazione su: «quanto e quale valore aggiunto possa portare l’istituzione dell’area marina protetta del Conero per la tutela della biodiversità che, come è noto, sta diminuendo».

A due giorni di distanza da queste dichiarazioni Mirko Bilò, già sindaco di Numana e attualmente vicecapogruppo della Lega in Consiglio regionale, replica duramente al Presidente 5 stelle: «Conte dice che l’area marina protetta del Conero è volano per l’economia ma fa solo propaganda politica dimostrando di non conoscere la realtà del territorio di cui parla – ha detto Bilò, spiegando la sua posizione – L’area protetta, specie in questa fase congiunturale, non aiuterebbe affatto l’economia: la vera battaglia da fare è quella in difesa della costa, del commercio, del turismo e del mondo della pesca che creano sviluppo e occupazione».

Bilò, che sul tema ha una certa esperienza maturata negli anni anche come collaboratore del Parco del Conero e come presidente dell’Associazione Riviera del Conero, insiste: «Siamo in campagna elettorale e il Movimento 5 Stelle cerca di tamponare il crollo dei consensi, ma l’ex premier Conte prima di assumere una tale posizione sull’area marina del Conero avrebbe fatto bene ad informarsi e a riflettere, anche alla luce di altre esperienze italiane – spiega il vicecapogruppo Lega – Affermare che l’Area marina protetta permetterebbe uno sviluppo sostenibile del territorio non rende la dimensione della realtà, né di quanto il Conero rappresenti per l’anconetano e per le Marche tutte, in termini di benessere socio-economico per imprese, attività e famiglie”.

Bilò sottolinea che altre realtà italiane hanno mostrato chiaramente i limiti delle are marine protette, insieme agli scarsi, se non addirittura fallimentari, benefici in termini di tutela della fauna ittica. “Conte e i suoi rappresentanti nelle Marche hanno dimostrato di ignorare che nel fondale marino del Conero, non sono presenti organismi o specie rare a rischio estinzione, tali da giustificare l’istituzione di una area protetta. La costa del Conero ha un elevato valore paesaggistico, ma non presenta le praterie di Posidonia che caratterizzano i fondali di altri mari e per la cui salvaguardia sono stati istituiti parchi ed aree marine protette, strumenti pensati per ambienti scarsamente antropizzati, molto diversi dal Conero che è densamente popolato e ricco di infrastrutture dove il turismo è già sviluppato».

In sostanza, riassumendo il Bilòpensiero, l’istituzione di un’area marina protetta del Conero non andrebbe a creare un valore aggiunto, ma piuttosto un ulteriore fardello che determinerebbe una decrescita economica e non solo per il mondo della pesca, che già sta vivendo un momento di crisi eccezionale a causa del caropetrolio, ma anche per le strutture turistico-ricettive, che vivono delle presenze record d’estate sulla nostra Riviera.

«Non servono dibattiti ideologici per cercare voti, ma risposte concrete – conclude il vicecapogruppo della Lega – Servono ingenti risorse statali per istituire un’area protetta e Conte, che è stato presidente del Consiglio non può ignorarlo, senza contare che, se proprio avesse voluto davvero attivarsi su questo fronte, Conte avrebbe dovuto spingere in questa direzione quando aveva il pallino in mano. Il vero problema è quello di difendere la costa del Conero dal fenomeno dell’erosione, che minaccia il nostro ambiente e l’economia del nostro territorio. Una criticità che si ripresenta puntuale ogni anno. Solo così si può davvero tutelare l’ambiente e sviluppare l’economia in direzione della sostenibilità, visto che le normative a salvaguardia della fauna ittica già esistono, non bisogna fare altro che farle rispettare».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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