La soddisfazione per l’assegnazione del Premio Spiga Verde 2018

Numana unico Comune della provincia dorica premiato con l’ambito riconoscimento

Numana, 24 luglio 2018 – Ancora un prestigioso riconoscimento per gli operatori turistici e per la cittadinanza numanese! Ieri mattina presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il dott. Luca Amico ha ricevuto, in rappresentanza del sindaco Gianluigi Tombolini, il premio concesso a Numana come Comune Spiga Verde 2018, unico premiato nella provincia di Ancona e conquistato solo da trentuno località turistiche italiane!

La consegna della Spiga Verde 2018

Il programma Comune Spiga Verde è volontario ed è intrapreso dai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio ambientale (acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio, ndr.), migliorando le buone pratiche connesse e tutelando la biodiversità e la produzione di alimenti di qualità. l’iter procedurale segue lo schema Uni-En Iso 9001-2015 ed è piuttosto complesso.

La commissione di valutazione è composta da vari enti del settore ambientale: Ministero dell’Ambiente, delle Politiche agricole, il Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri, l’Ispra, il Cnr;  ed è coordinata, oltre che da Confagricoltura, anche dalla Fee Italia – Foundation for Environmental Education – che è lo stesso organismo internazionale che valuta e premia con la Bandiera Blu i Comuni italiani più virtuosi sull’ambiente marino.

Numana – L’assessore all’Ambiente Rossana Ippoliti

Per dare un’idea della severità della valutazione, rispetto al 2017 solo quattro nuovi Comuni italiani sono riusciti ad ottenere il prestigioso riconoscimento, mentre un Comune non ce l’ha fatta a mantenerlo.

Il sindaco Gianluigi Tombolini e l’assessore all’Ambiente Rossana Ippoliti sono estremamente soddisfatti per la conferma anche quest’anno dell’ambito riconoscimento: «Siamo tra i sei Comuni marchigiani più virtuosi nell’ambiente rurale – afferma la Ippoliti – e ciò conferma la bontà del nostro percorso, silenzioso ma concreto, di sviluppo dell’ambiente in quanto tale, sia marino che rurale».

 

di Giuseppe Monaco


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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