Giornate Fai di primavera a Numana: 24 – 25 marzo

Palazzo comunale, ex Palazzo vescovile e Antiquarium Statale

Numana – L’adesione alle Giornate Fai di primavera apre le porte al pubblico del Palazzo comunale in Piazza del Santuario, 24

Orario visite:

sabato 24 marzo: ore 15-18

domenica 25 marzo: ore 10-12.30 e 14.30-18

L’attuale palazzo sede del Comune racchiude in sé una storia lunga trecento anni, dalla data di fondazione 1773 come sede vescovile, all’ultima trasformazione come sede comunale, passando attraverso la storia della diocesi di Numana e delle sue vicende storiche, che lo hanno trasformato nel XX sec. persino in fabbrica di fisarmoniche, determinando trasformazioni sociali e antropologiche sulla comunità.

Il palazzo comunale di Numana

La notorietà di Numana è data dal fatto che si trova sulla Riviera del Conero, una delle mete turistiche più belle ed interessanti d’Italia ma non tutti sanno che la cittadina conserva in sé una storia antichissima che risale al IX sec. a.C., quando cioè i Piceni, antica popolazione italica, emigrarono dalla Sabina per giungere a Numana.

Grazie alle Giornate Fai di Primavera sarà possibile ammirare anche i reperti conservati nell’Antiquarium Statale attraverso un viaggio nel tempo che culmina nel complesso archeologico denominato “Tomba della Regina”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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