Sailing for blue life sbarca ad Ancona

Al via la prima edizione dell’Ancona Blue life fest! Il programma di domenica 27 giugno

Ancona, 26 giugno 2021 – Il progetto di turismo ecosostenibile e citizen science Sailing for Blue Life è nel capoluogo dorico con Ancona blue life fest, due giorni di attività, eventi, presentazioni e citizen science in terra e in mare in occasione della tappa cittadina della crociera in barca a vela che questa estate toccherà le sponde adriatiche, ioniche e siciliane.

Le imbarcazioni di Sailing for blue life

Cos’è Sailing for blue life? Un laboratorio navigante a bordo di barche a vela che nel corso dell’estate 2021 percorrerà il Mediterraneo ospitando a bordo progetti di Università ed Enti di Ricerca, nazionali e transfrontalieri, alla scoperta dei Centri di Recupero Tartarughe Marine, Aree Marine Protette, Istituti di Ricerca, Parchi Naturali, con a bordo i turisti che vorranno provare un’esperienza di vacanza ecosostenibile; un esperimento di navigazione alla portata di tutti dove i partecipanti saranno parte attiva del processo di ricerca in ambito ambientale.

Ad Ancona il 27 giugno dalle ore 10 l’escursione sarà dedicata alla snorkeling in compagnia dei ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche, alla scoperta delle praterie sommerse al largo del Conero e al monitoraggio dei fondali con i protocolli di Reef Check.

Per partecipare alle attività in mare la prenotazione è obbligatoria: per informazioni contattare il numero 329 223 2789 oppure inviare una mail a: ancona@aics.it.

Salvataggio di tartarughe marine

PROGRAMMA

Domenica 27 giugno

Dalle ore 10 con imbarco presso Mole Vanvitelliana.

  • Escursione in mare a bordo del Catamarano del progetto Sailing for blue life con attività di educazione ambientale e snorkeling con monitoraggio delle specie del Mediterraneo tramite i protocolli Reef Check di Monitoraggio dell’Ambiente Costiero e alla scoperta dei giardini sommersi della costa del Conero in compagnia dei ricercatori che si occupano del progetto Afrimed.

Attività con i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche. Portare maschera e pinne! Prezzo escursione 40 euro pranzo al sacco incluso con prenotazione obbligatoria al numero 329 223 2789 – ancona@aics.it Rientro verso le ore 16.

Ore 17 presso Mole Vanvitelliana:

Progetti per la conservazione della biodiversità della Riviera del Conero e del Mare Adriatico:

  • Il Progetto Interreg Italia Croazia SOUNDSCAPE: Paesaggi sonori nel Mare Adriatico settentrionale e loro impatto sulle risorse biologiche marine: un idrofono al largo di Sirolo. Sauro Pari, Fondazione Cetacea ONLUS – Iole Leonori CNR IRBIM.
  • Progetto Interreg Med MPA Engage: la citizen science nella ricerca sui cambiamenti climatici all’interno delle Aree Marine Protette. Carlo Cerrano, UNIVPM/Reef Check Mediterranean
  • Progetto Interreg Italia Croazia ECOMAP: strategie sostenibili e condivise per i porti turistici italiani e croati. Fabio Vallarola, Comune di Ancona.
  • I giardini sommersi della costa del Conero. Silvia Bianchelli, UNIVPM.
  • Il microbioma marino e la salute dei nostri mari – Il progetto EU CIRCLES H2020. Gian Marco Luna e Grazia Marina Quero, CNR IRBIM.
  • La conservazione delle Tartarughe Marine nella Regione Marche – Sauro Pari, Fondazione Cetacea – Alessandro Lucchetti, CNR IRBIM.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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