Regione Marche, Cartoceto e Fano dicono no ad un impianto agrivoltaico

Dovrebbe sorgere su 45 ettari di terreno a forte vocazione agricola e produrre oltre 28 megawatt. Aguzzi: “Il parere della Regione non è vincolante”

Ancona, 10 ottobre 2022 – Al termine di un’approfondita istruttoria, la Regione Marche ha espresso oggi parere negativo alla realizzazione di un impianto agrivoltaico di 45 ettari, per una potenza di oltre 28 megawatt da ubicare in un terreno agricolo nel Comune di Cartoceto (PU).

Le motivazioni espresse dall’ufficio regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sono molto chiare: l’impianto si inserisce in un contesto a forte vocazione agricola di qualità e la sua realizzazione comporterebbe di fatto, nonostante un parziale mantenimento dell’attività agricola, uno stravolgimento dell’attuale vocazione con ripercussioni anche economiche che non si possono escludere in questa fase.

Un impianto agrovoltaico in provincia di Piacenza (foto esplicativa)

Non è possibile escludere impatti negativi significativi sugli aspetti geomorfologici, idrogeologici ed idraulici che rischiano di compromettere la sicurezza dell’impianto e soprattutto della popolazione; sono da attendersi impatti negativi in termini di frammentazione del territorio ed interruzione della connettività ecologica, con sottrazione effettiva di habitat.

Non è possibile, inoltre, escludere impatti negativi significativi per la popolazione in merito al rumore ed elettromagnetismo; l’impianto è visibile da numerosi punti di osservazione inclusi abitati storici, e la sua realizzazione comporterebbe una forte alterazione del paesaggio percepito, non essendo applicabili efficaci misure di mitigazione per un impianto di tali dimensioni in quella localizzazione.

Ancona – Stefano Aguzzi, assessore all’Ambiente della Regione Marche

«Il parere della Regione – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Stefano Aguzziche non è vincolante, è stato richiesto dal Ministero della Transizione Ecologica (MITE) che gestisce il procedimento per questa realizzazione. Anche la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale, ndr) sarà valutata da una commissione nazionale e la decisione sarà presa dalla Presidenza del Consiglio.

Abbiamo trasmesso nei tempi dovuti il parere al Ministero dopo sopralluoghi e tavoli tecnici con i soggetti interessati e con il contributo di Arpam e Genio Civile Marche Nord – continua Aguzzi – Siamo giunti alle stesse conclusioni dei due Comuni interessati dalla portata dell’impianto, Cartoceto e Fano. Una superficie troppo impattante sotto ogni punto di vista. Mi auguro che i territori e la Regione possano essere coinvolti nel percorso: noi terremo alta l’attenzione e vorremmo che si arrivi a un diniego finale da parte degli organi nazionali preposti».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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