Avviso di condizioni meteo avverse

A cura della Protezione civile delle Marche

Data Emissione dell’avviso: 7/12/2017 ore 12:00 locali

  • Inizio validità 8/12/2017 ore 00:00 locali
  • Fine validità 9/12/2017 ore 24:00 locali

Situazione meteo generale e tendenza:

L’avvicinamento di un’intensa ed attiva perturbazione dall’Europa del Nord durante la giornata di venerdì ed il successivo transito sull’Italia centro-settentrionale determinerà sul medio versante adriatico condizioni di garbino durante la giornata di venerdì ed intensi flussi settentrionali durante la giornata di sabato, associati ad un sensibile calo dello zero termico.

AVVISO DI CONDIZIONI METEOROLOGICHE AVVERSE PIOGGIA – NEVE

Durante la seconda parte della giornata di sabato le precipitazioni saranno nevose fino a quote basso-collinari, con cumulate a fine giornata deboli; in caso di rovescio le nevicate potranno localmente interessare la fascia costiera.

VENTO

Durante la giornata di venerdì ed in particolare durante le ore centrali, venti da SW con raffiche sui settori montani e alto collinari che potranno raggiungere intensità di tempesta; durante la giornata di sabato venti dai quadranti settentrionali che potranno raggiungere lungo la fascia costiera intensità di burrasca.

MARE

Durante la giornata di sabato il mare in prossimità della costa sarà molto mosso o localmente agitato, con possibili mareggiate.

NOTE

Durante la notte tra sabato e domenica le basse temperature e l’irraggiamento notturno favoriranno gelate diffuse sull’intero territorio regionale.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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