Ancona – Derattizzazione e disinfestazione: gli interventi nel territorio

Si parte domani, 7 novembre. Tutti i quartieri e le vie interessate

Ancona – Continuano gli interventi generali mensili di derattizzazione e di disinfestazione larvicida del territorio e delle strutture comunali attraverso personale appositamente riconoscibile della  società incaricata Quark srl di Jesi.

Il Comune fa sapere che in caso di maltempo gli interventi saranno rimandati ad altra data. Oggetto di intervento sono le caditoie stradali (o erogatori esterni in zone non servite da pubblica fognatura), dell’intero territorio comunale urbano che comprende circa 500 vie oltre ai centri urbani frazionali del Comune di Ancona.

Domani, martedì 7 novembre saranno oggetto di intervento le seguenti zone, comprese le aree verdi di pertinenza:

Quartiere: via Redi, via Mercantini, via Panzini e tutte le aree verdi comunali, via Pacinotti, via Zazzini, via Levi, via Tamburini e tutto il quartiere di Collemarino, via Delle Ville, via Ricci, via Bignamini, via Colle Ameno, via Esino, via Velino, via Metauro e tutto il quartiere di Torrettte, via Musone, via Conca, via Potenza, via Marecchia, via Tronto, strada della Grotta, quartiere di Posatora, comprese le aree verdi comunali.

Gli interventi inizieranno dalle ore 7 in via Redi e si concluderanno nelle prime ore del pomeriggio in zona Posatora. Il resto è di competenza del privato che deve agire in sinergia con il pubblico, evitando abbandono di rifiuti e separandoli opportunamente entro gli specifici contenitori, con particolare attenzione al conferimento del rifiuto organico che attrae i roditori ed eliminando i piccoli ristagni d’acqua: deposito delle uova di zanzara.

Eventuali disservizi o etichette non presenti, a cura della ditta, possono essere segnalati sulla home page del Comune di Ancona (www.comune.ancona.govi.it) alla voce “Segnala, Reclama, Suggerisci”.

 

redazionale  


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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