Ancona – Derattizzazione e disinfestazione: gli interventi nel territorio

Si parte domani, 7 novembre. Tutti i quartieri e le vie interessate

Ancona – Continuano gli interventi generali mensili di derattizzazione e di disinfestazione larvicida del territorio e delle strutture comunali attraverso personale appositamente riconoscibile della  società incaricata Quark srl di Jesi.

Il Comune fa sapere che in caso di maltempo gli interventi saranno rimandati ad altra data. Oggetto di intervento sono le caditoie stradali (o erogatori esterni in zone non servite da pubblica fognatura), dell’intero territorio comunale urbano che comprende circa 500 vie oltre ai centri urbani frazionali del Comune di Ancona.

Domani, martedì 7 novembre saranno oggetto di intervento le seguenti zone, comprese le aree verdi di pertinenza:

Quartiere: via Redi, via Mercantini, via Panzini e tutte le aree verdi comunali, via Pacinotti, via Zazzini, via Levi, via Tamburini e tutto il quartiere di Collemarino, via Delle Ville, via Ricci, via Bignamini, via Colle Ameno, via Esino, via Velino, via Metauro e tutto il quartiere di Torrettte, via Musone, via Conca, via Potenza, via Marecchia, via Tronto, strada della Grotta, quartiere di Posatora, comprese le aree verdi comunali.

Gli interventi inizieranno dalle ore 7 in via Redi e si concluderanno nelle prime ore del pomeriggio in zona Posatora. Il resto è di competenza del privato che deve agire in sinergia con il pubblico, evitando abbandono di rifiuti e separandoli opportunamente entro gli specifici contenitori, con particolare attenzione al conferimento del rifiuto organico che attrae i roditori ed eliminando i piccoli ristagni d’acqua: deposito delle uova di zanzara.

Eventuali disservizi o etichette non presenti, a cura della ditta, possono essere segnalati sulla home page del Comune di Ancona (www.comune.ancona.govi.it) alla voce “Segnala, Reclama, Suggerisci”.

 

redazionale  


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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