Ancona – Bando periferie: l’On. Alessia Morani incontra Valeria Mancinelli

Piena adesione della parlamentare all'azione di sensibilizzazione sul congelamento delle risorse: “una battaglia che non ha colore politico”. Sul tema, sabato 1 settembre, incontro pubblico al quartiere Archi

Ancona, 28 agosto 2018 – Continuano gli incontri del sindaco Valeria Mancinelli con i parlamentari marchigiani in merito alla questione delle risorse già assegnate per il Bando periferie e bloccate sulla base del decreto Milleproroghe che prevede il rinvio dei finanziamenti al 2020. Dopo l’incontro di ieri con  gli Onorevoli  Acquaroli  e Morgoni alla presenza dei sindaci delle Marche riuniti nel Municipio dorico, la prima cittadina ha ricevuto oggi l’On. Alessia Morani del Gruppo PD.

L’On. Alessia Morani e il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli

Alla parlamentare marchigiana – come  con gli altri interlocutori in precedenza-  il sindaco ha sottolineato la gravità del provvedimento che penalizza fortemente la comunità locale e regionale, insieme a tutti i centri italiani che si erano impegnati a sviluppare progetti di risanamento e riqualificazione di aree degradate.

L’On. Morani ha assicurato la piena disponibilità ad attivarsi e farsi portavoce presso i colleghi in Parlamento affinché l’emendamento – che colpisce nelle Marche i territori dei Comuni di Ancona, Pesaro, Urbino e Fermo – non venga recepito dal Senato.

Ancona – Il degradato quartiere Archi

Questa azione di sensibilizzazione, che nelle Marche ha  il sindaco di Ancona capofila: “non ha colore politico, è trasversale a tutte le forze politiche ”, hanno sottolineato Morani e  Mancinelli, e vede al fianco dei Comuni le istituzioni, le associazioni di categoria e la società civile nel suo complesso che in questi giorni sta dando il proprio contributo alla mobilitazione.

Giovedì prossimo, 30 agosto, in programma c’è l’incontro del sindaco di Ancona con un altro parlamentare delle Marche, l’On. Tullio Patassini (Lega), e sabato 1° settembre, in serata, l’incontro di sensibilizzazione è aperto a tutta la cittadinanza nel quartiere Archi, al centro di uno dei progetti a rischio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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