Lo dice l’Arpam: a Loreto la qualità dell’aria è ottima

Il monitoraggio è stato effettuato mediante un laboratorio mobile da febbraio a dicembre 2019

Loreto, 10 luglio 2020 – L’Amministrazione comunale di Loreto ha pubblicato integralmente i dati Arpam sulla qualità dell’aria nel Comune. La campagna straordinaria di monitoraggio è stata effettuata dal febbraio 2019 al dicembre dello stesso anno.

Per brevità, le conclusioni finali recitano: “tutti gli inquinanti monitorati durante la campagna sono stati inferiori ai valori limite normativi, ove previsti. Gli inquinanti non normati presentano valori comparabili o inferiori ai dati di letteratura o ad altri dati rilevati dalla rete di rilevamento della qualità dell’aria”.

Il laboratorio mobile (vedi riquadro nella foto) è stato posizionato in Via Carlo Urbani, Località Bellaluce/Montorso. La collocazione è stata individuata per la prossimità con l’area industriale di Via Brodolini e con l’impianto di lavorazione inerti della ditta Pavimental S.p.A. Nelle vicinanze del laboratorio mobile sono inoltre presenti la Strada Statale 16 Adriatica, l’autostrada A14 (il laboratorio si trova in prossimità del Casello Porto Recanati Loreto) e, a maggiore distanza, la Ferrovia Adriatica.

La normativa nazionale di riferimento per la valutazione della qualità dell’aria, D.lgs. 155/2010, non riporta per i composti organici volatili misurati alcun valore limite normativo di riferimento, con la sola eccezione del benzene, che è stato monitorato anche tramite rilevatore automatico, e che risulta ampiamente al di sotto del valore limite normativo di 5 µg/m3 come media annuale

Per vedere tutte le tabelle riferite ai risultati dei singoli componenti misurati e le varie conclusioni dell’Arpam, clicca qui.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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