Castelfidardo è il Comune più riciclone delle Marche

Premio di Legambiente per la differenziata nella fascia con popolazione superiore ai 15mila abitanti; la prossima sfida sarà diminuire il secco residuo

Castelfidardo, 2 luglio 2018 – Con una percentuale di raccolta differenziata pari al 76,1, Castelfidardo è il Comune più “riciclone” delle Marche nella categoria con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Un risultato ragguardevole che ha permesso di aggiudicarsi il premio attribuito da Legambiente il 27 giugno a RomaEventi nel contesto dell’EcoForum.

«È doveroso anzitutto ringraziare quanti hanno contribuito a raggiungere questo traguardo, prodigandosi quotidianamente sul territorio –  sottolinea l’assessore Romina Calvani – gli uffici comunali, l’ATA, il gestore Rieco e soprattutto ogni singolo cittadino che con spirito di collaborazione e coscienza ambientale si è adattato a normative sempre più stringenti, rispettando modi e tempistiche del conferimento ed abituandosi ad utilizzare gli appositi kit con il codice».

Castelfidardo – L’assessore Romina Calvani ritira il premio Legambiente

Un grande lavoro di squadra certo sempre perfettibile, in cui l’elemento da prendere a riferimento sono i 75 kg di secco residuo prodotti pro-capite nel 2017. Una soglia che consente di definirsi “Comune rifiuti free” su cui si gioca la prossima sfida.

«Siamo un’eccellenza ma non ci culliamo sugli allori e invitiamo a focalizzarci su questo dato del secco residuo (il sacco nero dell’indifferenziata, per intenderci) – spiega ancora la Calvani – per abbassarlo ulteriormente: su di esso andrà calibrata la tariffa puntuale, che è un passaggio obbligato da compiersi nei prossimi anni e che stimola un impegno ancor più diretto: più inquini più paghi, meno inquini meno paghi».

Il 76,1% di Castelfidardo è l’apice di un costante miglioramento. Vero è che negli anni scorsi si era raggiunto addirittura l’81%, ma i parametri assunti per il conteggio erano differenti, perché vi confluivano anche gli sfalci e potature che incidono per un 5% circa. Il ricalcolo, epurato da tale frazione, ha dunque generato una apparente flessione che tale non è, evidenziando anzi un trend in aumento nella gestione virtuosa dei rifiuti.

In questa XXV edizione, Legambiente ha inoltre rinnovato la suddivisione delle categorie (sotto 5.000 abitanti, tra 5.000 e 15.000, oltre i 15.000 e i Capoluoghi) facendo ricadere Castelfidardo in una fascia ancor più competitiva.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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