Smantellata l’isola ecologica di Piazza Sant’Apollinare

Veniva utilizzata senza il rispetto delle regole. Per i furbetti, in arrivo sanzioni pesanti

Camerano – È stata smantellata l’isola ecologica di Piazza Sant’Apollinare che serviva principalmente alcune utenze non domestiche (bar, ristoranti, etc…) del Centro cittadino.

Pare che l’intervento sia dovuto all’utilizzo selvaggio di questo sito, dove venivano quotidianamente abbandonati rifiuti di ogni tipo da chiunque. Una totale negligenza da parte di alcuni cittadini che conferivano il rifiuto misto nei bidoni della carta e della plastica, o per terra, vanificando il recupero di tonnellate di materiale.

Camerano – Smantellata l’isola ecologica in Piazza Sant’Apollinare

Ma non solo, qualcuno la utilizzava per abbandonare rifiuti ingombranti come tv, water, mobili, calcinacci, vestiti. E qualcun altro si divertiva a lanciarvi i sacchetti che, una volta caduti a terra, si laceravano facendo uscire immondizia di ogni tipo, creando così evidenti problemi di igiene.

«Abbiamo cercato, per quanto nelle nostre possibilità, di impedire che tale area venisse utilizzata alla stregua di una mini discarica – ha spiegato l’assessore Renato – ma purtroppo non è servito; così siamo stati costretti ad attuare la soluzione drastica di togliere i bidoni».

L’assessore all’ambiente e alla Polizia locale di Camerano, Costantino Renato

Questa volta l’assessore non scherza. È davvero intenzionato a non perdonare nessuno. «La zona sarà monitorata. Non verranno tollerati altri scarichi, e chi lo farà riceverà specifici addebiti per il recupero. Nei casi più gravi saranno applicate le sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da € 300 ad € 3000. Raddoppiate nel caso di rifiuti pericolosi».

D’altro canto, la legge parla chiaro. Chi getta rifiuti di piccolissime dimensioni come scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare a terra, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi, è passibile di sanzione amministrativa pecuniaria che va da € 30 a € 350; raddoppiata se riguarda l’abbandono di rifiuti di prodotti da fumo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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