L’educazione all’ecosostenibile inizia dalle scuole

I percorsi educativi sui rifiuti tenuti presso l’Istituto comprensivo formeranno gli adulti consapevoli di domani

Camerano – Anche quest’anno l’Ata Rifiuti, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo, la Rieco e il Comune di Camerano, ha avviato i percorsi educativi di sensibilizzazione sui rifiuti rivolti alle scuole elementari.

Scopo delle lezioni e delle attività è quello di infondere stili di vita e comportamenti che orientino gli studenti alle buone pratiche e al vivere ecosostenibile. Attraverso loro, che sono il nostro futuro, si cerca di sensibilizzare anche la famiglia a ridurre i rifiuti da conferire in discarica, trasmettendogli il concetto che il loro contributo riguarda il bene dell’ambiente e quindi di tutti.

Camerano – Gli allievi delle scuole elementari in visita al Centro Ambiente

Per facilitare la loro comprensione, agli alunni sono stati presentati personaggi di fantasia legati alla raccolta differenziata, al recupero delle risorse e alle pratiche del riuso.

Al termine dei corsi, è stato effettuato un sopralluogo presso il Centro Ambiente del Comune durante il quale è stata illustrata la corretta modalità di conferimento e il giusto comportamento da adottare per salvaguardare le aree pubbliche dai rifiuti.

«Il sistema di raccolta differenziata – ha commentato l’assessore ai Rifiuti Costantino Renatograzie all’impegno e alla grande attenzione di tutti i cittadini ha consentito il raggiungimento di notevoli risultati, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. E se ci sono stati costanti miglioramenti è anche merito dell’istituzione scolastica che ha saputo trasmettere i valori, la cultura e il rispetto dell’ambiente».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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