Camerano: più controlli sui rifiuti prodotti dagli uffici comunali

L’assessorato competente striglia i dipendenti del Palazzo che, se in difetto, smaltiranno personalmente l’immondizia

Camerano – Chi non conosce il detto: “predica bene ma razzola male”? Che sta a significare che spesso c’è chi fa credere di essere virtuoso, o lavora per applicare le leggi per rendere virtuosi i cittadini, ma poi nel concreto è il primo a non esserlo.

Un vezzo che appartiene un po’ a tutti, nessuno escluso. Per questo è degna di nota l’iniziativa messa in atto dall’assessorato ai rifiuti del Comune di Camerano che nelle scorse settimane ha effettuato, a più riprese, un controllo dei rifiuti prodotti dagli uffici comunali.

La sede del Municipio di Camerano

Dalla verifica è emerso che la maggior parte degli uffici effettua correttamente la divisione, anche se in alcuni cestini è stato trovato materiale riciclabile, per lo più carta e umido.

A verifica effettuata, è stato comunicato formalmente a tutti i dipendenti, responsabili, collaboratori e amministratori meno virtuosi di attenersi alle regole di raccolta; e alla ditta che effettua il servizio di pulizia di non svuotare i cestini se ritengono che il materiale al loro interno non sia conforme. Eventualità che obbligherebbe il dipendente a provvedere di persona allo svuotamento, dividendo i rifiuti prima dello smaltimento nei bidoni a piano terra.

L’assessore all’ambiente di Camerano, Costantino Renato

«Negli scorsi anni si è cercato di portare avanti iniziative di riduzione sull’utilizzo della carta sostituendo le stampanti collegate a singoli PC con macchine multifunzioni di tipo dipartimentale – spiega l’assessore Costantino Renato – si è obbligato i dipendenti alla visualizzazione a video dei protocolli assegnati che prima venivano fotocopiati per ogni ufficio, si è incentivato l’uso della Pec (posta elettronica certificata, ndr) ed e-mail per le comunicazioni – anticipando l’obbligo di legge – e si sta lavorando per capire se è possibile informatizzare tutte le procedure e migliorare i servizi di e-government».

La digitalizzazione dei prossimi anni porterà sicuramente ad un ulteriore riduzione dei rifiuti prodotti dal Palazzo comunale, ma nel frattempo c’è bisogno di mettere in atto la più semplice delle regole: che la carta sia conferita nell’apposito bidone bianco e la plastica nel bidone giallo, evitando di mischiare tutto nel bidone nero dell’indifferenziata.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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