12mila sacchettini gratuiti per le deiezioni dei cani

100 bustine per ogni proprietario frutto della donazione di un privato

Camerano, 16 agosto 2018 – Dal 3 settembre saranno a disposizione gratuitamente, per tutti i cittadini, 12.000 sacchettini per la raccolta delle deiezioni canine.

I sacchettini saranno posizionati all’entrata del Comune in Via San Francesco e potranno essere ritirati negli orari di apertura dell’Ecosportello (Lunedì 9:00-12:00, Mercoledì 9:00-13:00, Giovedì 15:00-18:00).

Ogni cittadino potrà prelevare una scatolina bianca contenente 10 pratiche porta-bustine ognuna contenente 10 sacchetti, per un totale complessivo di 100 bustine per ogni fornitura.

Camerano – L’assessore all’Ambiente Costantino Renato e il suo cane si sono prestati ironicamente al lancio della campagna per la raccolta delle deiezioni canine

L’iniziativa, che lancia anche l’hashtag #nonfarefiguredicacca, nasce per sensibilizzare tutti i proprietari degli amici a 4 zampe ad una: «maggiore attenzione nella raccolta degli escrementi che il proprio animale lascia durante le sgambate quotidiane – spiega l’assessore all’Ambiente Costantino Renatoed è doverosa sia per ragioni di decoro che d’igiene».

Altro aspetto da non trascurare, diminuire ogni forma di intolleranza verso la presenza dei cani nelle strade che fortunatamente, nella maggior parte dei casi, hanno padroni molto scrupolosi nell’osservare le normali regole del buon vivere civile.

«Da parte del Comune e della ditta che effettua lo spazzamento delle strade ci sarà sempre l’impegno ad operare affinché ci siano strade e marciapiedi puliti – assicura l’assessore – ma sarebbe di grande aiuto l’osservanza dei normali principi del senso civico e della buona educazione».

La lodevole iniziativa non avrà alcun costo per le casse comunali, dal momento che la fornitura gratuita dei sacchetti è frutto della donazione di un privato.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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