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Previsione produzione vino e mosto 2023 nelle Marche: meno 25,0 %

Secondo il report dell’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini verranno prodotte 699 migliaia di Hl a fronte delle 932 del 2022

Roma, 12 settembre 2023 – Scende di poco sotto i 44 milioni di ettolitri la produzione vitivinicola italiana, in calo del 12% rispetto ai 50 milioni dello scorso anno. Secondo le previsioni dell’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv), presentate oggi al Masaf, quella del 2023 potrebbe rivelarsi la vendemmia più leggera degli ultimi 6 anni, ancora una volta caratterizzata dagli effetti ormai cronici dei mutamenti climatici che, con i relativi decorsi meteorologici incerti e spesso estremi (+70% le giornate di pioggia sui primi 8 mesi dell’anno scorso), hanno determinato importanti differenze quantitative lungo tutto lo Stivale.

È infatti un vigneto Italia spaccato a metà quello fotografato dall’Osservatorio, che vede il Nord confermare i livelli dello scorso anno (+0,8%), mentre al Centro, al Sud e nelle Isole si registrano flessioni rispettivamente attorno al 20% e 30%. Protagonista dell’annata, la Peronospora, malattia fungina determinata dalle frequenti piogge che non ha lasciato scampo a molti vigneti soprattutto del Centro-Sud.

I tecnici dell’Osservatorio ribadiscono però come la Peronospora non influisca direttamente sulla qualità delle uve sane, i primi grappoli raccolti destinati alle basi spumante presentano infatti buoni livelli di acidità e interessanti quadri aromatici, che danno positive prospettive enologiche. Per le altre tipologie saranno determinanti le condizioni meteo del mese di settembre e ottobre quando si svolgerà il grosso della raccolta.

La contrazione volumica complessiva comporterebbe la cessione del primato produttivo mondiale alla Francia, la cui produzione è stimata attorno ai 45 milioni di ettolitri a -2% sul 2022. Un “puro dato statistico”, sottolinea l’Osservatorio, che potrebbe dimostrarsi più o meno incisivo a seconda dell’andamento climatico delle prossime settimane, cruciali per portare a maturazione ottimale soprattutto le uve delle varietà più tardive.

NELLE MARCHE

Nel dettaglio il quadro nella nostra regione. Quello del 2023 è stato il quarto inverno consecutivo più caldo della norma. Le precipitazioni invernali hanno fatto registrare un incremento del 26% rispetto alla media storica. In contrapposizione agli ultimi due anni, nel 2023 anche la primavera ha fatto registrare temperature più alte della media. Elemento caratterizzante dell’andamento climatico stagionale è stata l’elevata piovosità nel mese di maggio e della prima parte di giugno. Il valore di 192 mm, che rappresenta il totale medio regionale di pioggia caduta, è stato il più elevato dal 1961.

Le fasi fenologiche sono state ritardate rispetto a quelle dello scorso anno. Fioritura e invaiatura sono risultate mediamente ritardate di circa 8-10 giorni. Maggiore ritardo per l’invaiatura dei vitigni più tardivi come, ad esempio, Verdicchio e Montepulciano. Le continue piogge hanno determinato lo sviluppo di un elevato numero di processi infettivi di Peronospora della vite, dalla seconda metà di aprile a tutto il mese di giugno, e reso difficile, se non impossibile, il tempestivo intervento in campo.

In generale sono stati colpiti un po’ tutti i vitigni ma le situazioni più gravi si riscontrano su Montepulciano, Passerina e vitigni internazionali come lo Chardonnay. Colpita in modo significativo oltre la metà della superficie vitata regionale, si stima un’importante perdita di produzione.

La buona disponibilità idrica ha consentito un buon sviluppo dell’apparato vegetativo e di conseguenza una migliore dotazione di sostanze azotate dei mosti e di precursori aromatici; dalle prime analisi delle uve si evidenzia un tenore in APA superiore del 50-100% rispetto allo scorso anno. Queste condizioni sono la premessa per una migliore performance del processo fermentativo con maggiore ottenimento di aromi nei vini.

Buona risulta anche la dotazione in acidi organici sia malico che tartarico. Le uve rosse saranno più equilibrate per una migliore sincronizzazione tra accumulo zuccherino e maturità fenolica. I primi rilevamenti sulla maturazione sia di vitigni precoci che a maturazione tardiva marchigiani evidenziano un ritardo rispetto allo scorso anno di circa 8 e i 12 giorni a seconda del tipo di vitigno, da quelli precoci a quelli più tardivi.

In riepilogo

Regione Marche – Migliaia Hl Vino e Mosto 2022: 932; Migliaia Hl Vino e Mosto 2023: 699; ±% rispetto alla produzione Vino e Mosto 2022:  -25,0%; Qualità Vino* 2023: Media/Buona.

 

redazionale

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