Marche – Previsioni vendemmiali 2020: + 10% rispetto al 2019

La stima Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini parla di 898mila ettolitri rispetto agli 816mila dello scorso anno. Produzione in crescita per il Verdicchio

Marche, 3 settembre 2020 – Con la vendemmia 2020 si consolida la collaborazione tra Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini che uniscono le rispettive forze e competenze con l’obiettivo di fornire un quadro ancor più completo e dettagliato relativamente alle Previsioni Vendemmiali, per offrire alle imprese italiane e alle amministrazioni dati utili nel definire politiche e azioni da mettere in campo. Nello specifico, di seguito le previsioni nelle Marche per la prossima vendemmia e l’analisi della stagionalità trascorsa.

Quantità: +10% rispetto alla vendemmia 2019

Settimo anno consecutivo con inverno più caldo della media storica regionale. La terza decade del mese di marzo ha fatto registrare un flusso di aria gelida siberiana che ha causato un sensibile abbassamento dei valori termici che sono scesi mediamente di 10°C sotto la norma.

Lo stesso mese è stato provvidenzialmente piovoso dopo il protratto periodo di siccità invernale con 111 mm di pioggia, corrispondente ad un incremento del 73% rispetto alla media storica. I mesi di aprile, maggio e giugno sono rientrati sostanzialmente nella media storica per quanto riguarda sia la temperatura media che le precipitazioni. Purtroppo, in questi mesi, soprattutto in alcune aree interne del Fermano, si sono verificate grandinate ingenti che hanno praticamente azzerato le produzioni per questa annata.

Nel mese di luglio si è instaurato un sistema di alta pressione che ha favorito giornate calde ma asciutte, con alcuni temporali estivi ed elevate escursioni termiche tra la notte e il giorno. Viste anche le basse temperature di fine marzo si è assistito ad un posticipo di circa una settimana rispetto al 2019 della data di germogliamento. Ritardo che è stato abbondantemente recuperato ed addirittura superato per quanto riguarda la data di fioritura, che invece ha registrato un anticipo medio di circa 7 giorni.

Lo sviluppo vegetativo dei germogli è stato regolare ed equilibrato, mentre le maturazioni nel mese di agosto hanno fatto registrare accumuli zuccherini settimanali importanti. Questa velocità sta portando a piena maturazione nella fascia costiera le varietà più precoci quali il Pecorino. Il ritardo di una settimana iniziale di questo passo potrà essere azzerato e portare il periodo di maturazione in linea con quello dello scorso anno, fatta eccezione per le aree interne del Piceno dove si registra un leggero ritardo.

A seguito delle piogge insistenti del mese di maggio si è assistito in alcuni limitati casi alla comparsa di peronospora sulle foglie delle femminelle con particolare riferimento alla varietà Montepulciano. Da evidenziare la comparsa di numerosi casi di mal dell’esca nei vigneti più vecchi.

La disponibilità idrica dei terreni ha consentito una buona divisione e distensione cellulare degli acini che sicuramente hanno raggiunto la loro dimensione ottimale. Per le varietà notoriamente più produttive, quali Trebbiano toscano e Passerina, si prevede un aumento di produzione. Riguardo al Verdicchio si prevede una produzione in crescita dovuta principalmente al maggiore peso dei grappoli. A livello regionale si prevede un incremento di produzione del 10% circa.

RegioneProduzione 2019 (.000 hl) dati AgeaProduzione 2020 (.000 hl)      stime

Marche

816898

Produzione italiana di vino e mosti (.000 di ettolitri)

 2019*2020**Differenza tra 2020 e 2019Var. % 2020/2019
Piemonte2.6032.7331305%
Valle D’Aosta171817%
Lombardia1.3011.42912810%
Trentino Alto Adige1.3121.383715%
Veneto10.95011.0591091%
Friuli Venezia Giulia1.7851.660-125-7%
Liguria4046615%
Emilia Romagna7.2507.7214717%
Toscana2.6252.232-394-15%
Umbria426405-21-5%
Marche8168988210%
Lazio800760-40-5%
Abruzzo3.1843.4002167%
Molise22723362%
Campania77877800%
Puglia8.9478.499-447-5%
Basilicata8783-4-5%
Calabria11011000%
Sicilia3.9113.325-587-15%
Sardegna3634296518%
Italia47.53347.200-333-1%

 *2019: dato Agea, dichiarazioni di produzione. ** Stime Assoenologi, Ismea, Uiv, al 30/08/2020

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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