Consegnato un ventilatore polmonare all’Ospedale di Osimo

Frutto di una raccolta fondi promossa da Liste Civiche alla quale hanno aderito tanti cittadini e società locali

Osimo, 1 ottobre 2020 – Avvenuta oggi, 1 ottobre, la consegna del ventilatore polmonare donato all’ospedale di Osimo tramite i rappresentanti del Gruppo Consiliare e Liste Civiche Osimo, alla presenza del neo eletto consigliere regionale Dino Latini, della d.ssa Maria Rosa Pallotta e di tutto lo staff medico dell’ospedale Inrca di Osimo.

La donazione è frutto di una raccolta fondi avviata dal Gruppo Consiliare e da tutto il Movimento Civico di Osimo lo scorso mese di aprile, per sostenere una richiesta effettuata da alcuni responsabili sanitari dell’ospedale Inrca di Osimo che lamentavano la mancanza di un ventilatore polmonare in Sala Emergenza.

Osimo – La consegna del ventilatore polmonare

Un’apparecchiatura necessaria per poter trattare efficacemente i pazienti critici con insufficienza respiratoria severa (non trattabile farmacologicamente), permettendo così un rapido miglioramento percepibile anche soggettivamente dal paziente.

L’obiettivo era stato raggiunto da un po’, ma nel rispetto delle elezioni regionali in corso si è preferito consegnare il ventilatore oggi, a elezioni avvenute.

Un gesto che conferma ancora una volta la sensibilità e l’impegno civico da parte di numerosissimi semplici cittadini, imprenditori locali e politici che con responsabilità non si sono sottratti alla richiesta. Una grande testimonianza di spirito di squadra di cui i Civici si dicono fieri.

Civici che oltre ai tantissimi cittadini che hanno aderito, desiderano ringraziare le seguenti società:
Mollificio Mazzoni, Beauty Studio, Media Service, studio Andreoli, Centro sociale accoglienza, associazione il Gabbiano, Pirani Macchine Agricole, Dplogistica, Eurospin Osimo. Un ringraziamento particolare va al giornalista Paolo Notari testimonial della raccolta fondi.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona, il sindaco Mancinelli faccia il sindaco

Levata di scudi in mezza Italia per le disposizioni dell’ultimo Dpcm


Ancona, 19 ottobre 2020 – “Il decreto dispone anche la facoltà per i Sindaci di disporre la chiusura al pubblico dopo le ore 21 di vie o piazze nei centri urbani dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso a negozi aperti e abitazioni”. Recita così il testo dell’ultimo Dpcm 18 ottobre 2020 in vigore da oggi in tutta Italia. Uno dei nove punti con i quali il Governo Conte cerca di dare risposte alla recrudescenza del Covid-19 registrata nel Bel Paese in questi giorni.

Un punto che ha fatto indignare non pochi Sindaci lungo tutto lo Stivale perché, dicono, non spetta loro la decisione di chiudere vie o piazze. Perché, dicono questi esimi primi cittadini, in questo modo il Governo se ne lava le mani e scarica tutta la responsabilità di decisioni pesanti su di loro, vittime inermi della situazione e dell’arroganza del Governo nazionale.

Poverini questi Sindaci, chiamati una volta tanto a prendersi per davvero le proprie responsabilità, a metterci per davvero la faccia nel prendere decisioni reali, pesanti, scomode, di quelle che, per davvero, fanno perdere voti e consensi. Ché, per attuarle, bisogna per davvero tirare fuori i “rognoni” e non guardare in faccia nessuno.

Ma se vuoi fare il sindaco, ti devi prendere le tue responsabilità. Quelle che hai accettato di prendere quando hai indossato la fascia tricolore. Quelle che sono regolamentate dalla Legge da sempre. Quelle che, se te le prendi, fanno davvero la differenza tra un grande sindaco e un sindaco mediocre. Il premier Giuseppe Conte, ieri sera, lo ha ripetuto in modo chiaro: “Ognuno di noi in questa fase deve fare la propria parte”. I cittadini stanno facendo la loro, cari Sindaci, adesso voi fate la vostra!

Invece, ad Ancona il sindaco Valeria Mancinelli (foto) sulla sua pagina social scrive: “Inaccettabile e inapplicabile la norma che scarica sui Comuni la gestione, in realtà, del coprifuoco, senza uomini e senza mezzi. Tutti i Comuni italiani sono in rivolta e chiedono al Governo di cambiarla. Ora.

Ma davvero la Mancinelli (“e tutti i Comuni italiani” come scrive lei, forte d’essere stata appena eletta presidente di Anci Marche), crede che certe norme le debba applicare solo il Governo? Ci arriva o no a capire che Giuseppe Conte non può avere in contemporanea contezza di quanto accade ad Ancona nei quartieri, nelle vie e nelle piazze? O in quelle di Agrigento, di Forlimpopoli, di Settimo Torinese, Vittorio Veneto, Frosinone, Bordighera, San Martino Buon Albergo, Montepulciano, Cosenza, Vieste e vattelapesca, solo per citare una decina di Comuni sui circa ottomila che insistono sul territorio nazionale?.

Solo il Sindaco, grazie alla Polizia municipale ai Carabinieri e agli operatori sanitari, può avere il polso della situazione; conoscere come si stanno muovendo i propri concittadini, quali sono le zone a rischio della sua città, e di conseguenza sapere dove intervenire per arginare o dove non intervenire perché non ci sono assembramenti. Chi altri? Un Sindaco questo potere ce l’ha, e deve avere il coraggio e trovare i mezzi per esercitarlo.

Se un Sindaco non è in grado di fare ciò, forse deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e di domandarsi se è davvero in grado di fare il sindaco. Ma con la s minuscola, stavolta.

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