Carlo Sorpino nuovo presidente Auser

Subentra a Matteo Biscarini passato a presiedere l’Istruzione permanente dell’Istituto Campana

Osimo – Cambio alla guardia della presidenza Auser, sezione di Osimo. Nel corso di una riunione tenutasi venerdì 19 gennaio, dopo le dimissioni presentate dall’ormai ex presidente Matteo Biscarini, eletto poche settimane fa alla prestigiosa presidenza dell’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente di Osimo, i soci riuniti hanno eletto all’unanimità al vertice di Auser Osimo, Carlo Sorpino, 69enne di Torre Annunziata, ad Osimo per un breve periodo già dal 1984, e poi definitivamente dal 2003.

Osimo – Carlo Sorpino nuovo presidente della sezione locale Auser

Da sempre iscritto alla Cgil, dal 2008 al 2016 Carlo Sorpino è stato segretario della Lega dei pensionati di Osimo, e nel 2010 si è adoperato con passione affinché la città dei senza testa avesse una sua sezione Auser.

Un passaggio di consegne, quello tra Matteo Biscarini e Carlo Sorpino, all’insegna della semplicità, con Matteo Biscarini a sottolineare la crescita sostanziale negli ultimi anni di Auser volontariato Osimo, e Claudio Sorpino a ringraziare per la fiducia, nella speranza, ha detto: «di proseguire con successo sul solco ormai tracciato di un’Auser sempre più inserita con progetti di alta qualità nel tessuto sociale osimano».

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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