Da Numana ad Osimo per “Rosa”!

Le associazioni numanesi organizzano l’evento Dammi una carezza per raccogliere fondi a favore di una bimba affetta da una grave malattia

Numana, 27 novembre 2018 – Domenica 2 dicembre prossimo le associazioni di volontariato numanesi  Gruppo Humana volontari, pubblica assistenza Croce Bianca , associazione culturale La Fenice hanno organizzato, assieme alla Sportwere di Osimo, un grande evento di solidarietà dal titolo Dammi una carezza. Una raccolta fondi a sostegno di Rosa, nome di fantasia per una ragazzina marchigiana affetta da una grave malattia chiamata Osteomielite Cronica Ricorrente Multifocale.

L’evento si terrà a partire dalle ore 14.30 presso i campi del C.S.P.O. di Via Vescovara 7 a Osimo, dove si fronteggeranno  le seguenti squadre:
Verbena  Ancona, Illpa calcio a 5 Candia, C5 Futsal Potenza Picena, Gsa Castelfidardo, Osimo Five, 3 Colli e Acli Villa Musone.

Seguirà, al termine di questi incontri alle ore 19:00 circa, una partita dimostrativa fra le squadre Torfit Tenax Castelfidardo contro Cus  Ancona. Durante il pomeriggio, in esclusiva, verrà messa all’asta la maglietta originale della Juventus autografata dal calciatore Giorgio Chiellini generosamente offerta dalla Tre Colli.

L’ingresso è ad offerta libera e tutto l’incasso verrà devoluto in beneficenza. Al  termine, ricco buffet per tutti i partecipanti.

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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