Un Tir di Uova di cioccolato e colombe pasquali in arrivo nelle Marche

Sono destinate a tutti gli operatori sanitari alle forze dell’ordine e ai volontari marchigiani. Un dono della Caffarel, distribuito in tutta la regione dall’Associazione Nazionale Carabinieri

Ancona, 5 aprile 2020 – L’Associazione nazionale Carabinieri ispettorato delle Marche, presenziato dal generale Tito Baldo Honorati, e la ditta Caffarel della Lindt, sono scese in campo non solo per lenire le problematiche emergenziali che il Coronavirus sta causando all’intero Paese, ma anche per esprimere la piena solidarietà verso tutti gli operatori delle strutture sanitarie marchigiane.

L’autoarticolato della Caffarel e una parte degli scatoloni contenenti uova di cioccolato e colombe pasquali

L’azienda dolciaria, in prossimità della Pasqua, ha voluto donare un autoarticolato carico di uova di cioccolato e colombe pasquali a Ospedali, Rsa, Case di riposo e Inrca, ma pure a quanti prestano servizio per la collettività come le forze dell’ordine e del volontariato, presenti in tutte le cinque provincie marchigiane.

I volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri impegnati nella distribuzione dei dolci in tutte le provincie marchigiane

Una vera e propria montagna di prodotti dolciari che vengono distribuiti in questi giorni a operatori e strutture, entro la Santa Pasqua, grazie al lavoro dei volontari dell’Associazione nazionale Carabinieri delle Marche e, in special modo, dalla sezione ANC di Filottrano.

Una iniziativa che contribuirà a rendere più dolce e serena questa sofferta Pasqua 2020 a chi si adopera quotidianamente per il bene, la salute e la sicurezza dei cittadini all’insegna del motto: io faccio la mia parte”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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